Riforma Fornero: le modifiche introdotte e le future

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Riforma pensioni Fornero rimane ancora oggi una delle riforme più discusse dell’ultimo decennio.

La famosa frase “lacrime e sangue” della riforma pensione Fornero si è impressa a tutti tanto da diventare quasi una locuzione poliretamica.

Ma non solo la riforma e la famosa locuzione vengono spesso utilizzate a termine di paragone di altre misure.

Quante volte avete sentito citare sarà una riforma “lacrime e sangue”?

Potremmo cogliere una leggera menzione a Churchill e al discorso alla Camera dei Comuni del 13 maggio 1940.

Ma andiamo sul pratico e scopriamo come la riforma pensione Fornero ha mutato il sistema pensionistico.

Nuova riforma pensioni Fornero

La nuova riforma pensioni Fornero viene introdotta nel dicembre 2011 con il decreto legge 6, il Decreto Salva Italia, in particolare all’articolo 6.

Questa legge riforma pensioni Fornero cambiò profondamente il sistema pensionistico italiano.

Il calcolo pensione dopo la riforma Fornero prevede ormai per tutti l’applicazione di un sistema di calcolo contributivo.

Brevemente.

Il sistema contributivo prevede che nel calcolo conti l’intera storia contributiva e non le ultime retribuzioni.

Queste ultime sono invece considerate dal sistema retributivo.

Essendo di solito più alte e in grado di consegnare un assegno pensionistico più sostanzioso, rendono questo sistema più favorevole.

Ma non solo, la legge riforma pensioni Fornero portò anche ad una nuova età per la pensione.

Eliminò la pensione di anzianità e mise in vigore le pensioni di vecchiaia e anticipata che conosciamo oggi.

Casse previdenziali, come cambiano?

La riforma ha toccato le pensioni anche delle Casse previdenziali private armonizzandole al sistema pubblico dell’INPS.

Ma se l’età pensione con la riforma Fornero fu uniformata anche per esse, gli rimase concesso di valutare se mantenere o meno il sistema retributivo o contributivo.

Una modifica della riforma fu di introdurre anche un adeguamento all’aspettativa di vita per l’uscita dal mondo del lavoro.

Quindi, qualora dovessimo vivere fino a 100 anni, potremmo aspettarci di andare in pensione a 72 anni.

Capite perché divenne la misura delle lacrime e sangue?

Non solo la riforma Fornero ritardò l’età pensione, ma comportò anche assegni pensionistici più bassi.

Pensate a coloro che, dopo una vita di lavoro, si sono ritrovati dalla sera alla mattina a dover far i conti con un calo di anche il 20% sulla propria pensione.

Per chi è giovane, come voi, conoscere il gap e colmarlo è ancora facile, per questo vi tartassiamo sul fatto di pensarci fin da ora.

Ma per chi è prossimo all’obiettivo diventa quasi impossibile.

Pensione anzianità riforma Fornero: eliminata

La pensione di anzianità con la riforma Fornero è definitivamente stata eliminata.

Questa pensione anzianità la riforma Fornero l’ha sostituita con la più nota pensione anticipata: Pensione anticipata cos’è e come funziona.

La pensione di anzianità consentiva al lavoratore di anticipare il momento del pensionamento rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia.

La pensione anticipata richiede per la donna la presenza di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per andare in pensione oggi e 42 anni e 10 mesi di contribuzione se uomini.

Età pensione riforma Fornero

Con la riforma il “quando si va in pensione” dipende ora anche moltissimo dall’età.

Con l’introduzione della pensione di vecchiaia per andare in pensione sono richiesti almeno 67 anni di età e 20 anni di contributi.

L’età pensione riforma Fornero elimina le differenza tra uomini e donne, queste ultime prima della riforma uscivano di solito con qualche anno di anticipo.

Con la riforma Fornero quando si va in pensione?

Tutti usciranno con la pensione di vecchiaia a 67 anni.

Un momento, non tutti.

Come detto, con la riforma Fornero “quando si va in pensione” dipende anche dall’aspettativa di vita.

Se l’aspettativa aumenterà, anche la data di pensionamento si ritarda.

Un motivo in più per cominciare a pensare a costruirsi, non solo un proprio piano di copertura previdenziale, ma anche di uscita anticipata dal lavoro o una carriera alternativa da poter svolgere anche in tarda età.

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Calcolo pensione dopo riforma Fornero

Il calcolo pensione dopo la riforma Fornero cambia sensibilmente, si introduce per tutti il contributivo, sistema come detto molto meno vantaggioso.

Il vero cambiamento interessa tutti i lavoratori che alla data del 31.12.1995 potevano contare almeno 18 anni di contribuzione per cui, con i requisiti pensione, prima della riforma Fornero ricevevano una pensione calcolata con criteri più favorevoli rispetto a tutti gli altri.

Si tratta di coloro che ricadono nel famoso sistema misto: Calcolo pensione sistema misto quando ci rientro?

Nel loro caso i requisiti pensione prima della riforma Fornero prevedevano uscita ad un’età massima di 62 anni per il privato e anche 61 anni per il pubblico.

Vi lasciamo una tabella rappresentativa del sistema: riforma pensione Fornero

Eppure non è l’unica modifica che cambia nel calcolo pensione, dopo la riforma Fornero si modificano anche i coefficienti di trasformazione.

I coefficienti di trasformazione trasformano il montate contributivo in pensione, con la nuova riforma pensioni Fornero vengono abbassati.

Pensate che dal 2011 al 2019 hanno portato ad un taglio delle pensioni dell’12%.

Non solo, si legano a diverse variabili statistiche e verranno aggiornati periodicamente per consentire la sostenibilità del sistema.

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Modifiche riforma Fornero pensioni

Negli ultimi anni, a causa del malcontento in tema previdenziale, sono state varate diverse modifiche alla riforma Fornero pensioni, che sono state anticipate con misure come Quota 100 e Opzione donna.

Ciò al fine di favorire il ricambio generazionale e anticipi all’uscita.

Tuttavia, negli ultimi mesi si parla di una potenziale modifica alla riforma Fornero, ma le pensioni non sono una priorità per il Premier Draghi.

E’ possibile però che con la fine di Quota 100 qualcosa ad ogni modo cambi.

Quali sono le modifiche a riforma pensioni Fornero che possiamo aspettarci?

Le modifiche alternative alla Fornero?

Allo studio ci sono diverse proposte, la famosa Quota 100 ormai in esaurimento apre diversi scenari.

Del perché la quota 100 venga eliminata lo indagheremo in un altro articolo.

Ma di certo delle modifiche alla riforma Fornero Draghi non se ne cura.

Anzi non si cura proprio delle pensioni, non che questo sia per forza un male, le urgenze del Paese sono ad oggi renderlo produttivo (lavoro – giustizia – fisco), e come dargli torto.

Ad ogni modo la riforma pensioni Fornero, come da più alte voci autorevoli evidenziato, ma anche da noi stessi lavoratori, necessita di alcuni correttivi.

Così come non possiamo scontrarci con lui quando ammette che una riforma funzionante e valida c’è.

E, sorpresa o forse no, è proprio la legge Fornero.

Per evitare lo scalone si sta valutando l’introduzione di una Quota 102.

Come funzionerà questa nuova 102?

Non parliamo qui della carica dei Dalmata il ritorno, ma del fatto che il diritto alla pensione si maturerebbe con almeno 64 anni di età e 38 anni di contributi.

Particolare la misura e la riforma delle pensioni proposta da Tridico.

Questa vedrebbe, per chi è prossimo alla pensione, una prima quota rilasciata al maturare di 62-63 anni con il sistema contributivo, mentre una seconda quota si maturerebbe a 67 anni e verrebbe conteggiata con il retributivo.

Legge riforma pensioni Fornero: fu davvero un male?

Ma la legge Fornero ha davvero rovinato le pensioni?

Con la riforma Fornero età pensionabile e importo della pensione sono il primo aumentato e il secondo diminuito.

Come ha ridisegnato l’intero sistema pensionistico italiano?

Amaramente dobbiamo constatare come il nostro Paese abbia una delle più alte spese pubbliche rispetto al PIL per le pensioni, non solo dal lato previdenziale, ma anche assistenziale.

In questo caso la legge Fornero ha cercato, con un grande sacrificio di tutti noi, di garantire la sostenibilità sul lungo periodo del sistema.

I principi ispiranti dietro la legge Fornero

La riforma si è prefissata di seguire:

  • equità e convergenza intragenerazionale e inter-nerazionale,
  • mantenimento della flessibilità nell’accesso ai trattamenti pensionistici, introducendo però incentivi alla prosecuzione della vita lavorativa;
  • adeguamento dei requisiti di accesso alle variazioni della speranza di vita;
  • semplificazione, armonizzazione ed economicità dei profili di funzionamento delle diverse gestioni previdenziali.

Oltre ai principi ispiranti leggiamo anche quelli che sono i dati concreti e quali modifiche la riforma ha portato alle pensioni.

La nuova riforma ha di certo ridotto e ridurrà di molto la pressione sullo Stato.

Guardate come si abbatte la spesa per le pensioni con la nuova riforma pensioni Fornero.

In un Paese che non cresce e dove la mortalità avanza e la natalità è a zero.

riforma pensione Fornero

Meno spese possono comportare più investimenti, e se lo Stato cresce anche le nostre pensioni, ormai legate al PIL, cresceranno.

Se la riuscita si vedrà nel tempo è sempre l’uso dei diversi strumenti a fare la differenza.

Sebbene ciò confermi che se non ci pensiamo noi a integrare e proteggere la nostra pensione, lo Stato non potrà più avere il ruolo che aveva in passato.

Danilo Zanni

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