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I rendimenti dei fondi pensione migliori?

Abbiamo stilato una classifica basata sull’andamento dei fondi pensione in modo da capire quali sono i fondi pensione che per rendimenti sono i migliori.

E da questa analisi cosa è emerso?

Che, sorpresa sorpresa, o forse neanche poi tanto se ci seguite da qualche tempo…

Forse i rendimenti fondi pensione non sono l’unica variabile da valutare per scegliere il miglior fondo pensione.

Nel redigere la classifica dei fondi pensione migliori in base al confronto dei rendimenti degli stessi emerge come questa classifica si modifica se consideriamo la variabile dei costi.

Vediamo perciò che danni si possono avere sbagliando la scelta del fondo pensione.

Andamento dei fondi pensione: quanti danni stai facendo alla tua rendita pensionistica?

Oggi la scelta del fondo pensione è una variabile molto importante.

Tanti si soffermano a scegliere solo i fondi pensione con i rendimenti maggiori.

Tantissimi ragazzi si fissano a guardare tale variabile e spesso da un confronto tra i rendimenti dei fondi pensione basta quel 0,2% in più a far scattare la scelta di aderire ad un fondo rispetto ad un altro.

Quando si parla di previdenza, sebbene lo ripetiam ospesso, non è la cosa più importante, ma comunque è una caratteristica fondamentale per non rovinare il proprio piano pensionistico e la propria previdenza personale.

E quindi, oltre ai rendimenti dei fondi pensione, è bene valutare anche altre variabili.

Non ne siete ancora convinti, oggi ve lo voglio dimostrare con un caso pratico.

E poi sì, vi lasceremo anche la mitica “classifica dei fondi pensione migliori”.

Però ricordatevi delle nostre parole prima di procedere nella scelta e non focalizzatevi solo sui rendimenti dei fondi pensione.

L’importanza di fare un check della propria situazione previdenziale

Procediamo con la nostra analisi, scopriamo Tancredi, un nome di fantasia, che non a caso significa “consigliere geniale”.

Il nostro Tancredi aveva iniziato a lavorare da qualche anno e aveva capito, grazie anche ai nostri contenuti, che la pensione poteva essere un problema.

Ma soprattutto che avrebbe potuto risolverlo facendo determinate cose.

All’epoca però, come purtroppo spesso accade, Tancredi aveva un caro amico che lavorava nelle varie assicurazioni.

Costui gli ha propinato un bel fondo pensionistico che, a guardare i rendimenti PIP, doveva quasi renderlo miliardario, alla Bezos o Musk, in 20 anni.

Continuando però a seguire i nostri contenuti Tancredi ha anche acquistato il nostro corso “In pensione al top”.

Un corso nel quale andiamo a spiegare come ottimizzare la propria pensione in semplici 7 step e a fare un confronto tra i vari fondi e come interpretare, non solo i rendimenti dei fondi pensione, ma l’intera situazione.

Ovviamente all’interno di questo corso parliamo anche di come scegliere il fondo pensione migliore e abbiamo tra l’altro come bonus una lista oltre 300 fondi, una vera e propria classifica con cui scegliere i fondi pensione migliori.

Sulla base di un punteggio assegnato ai fondi migliori, possiamo e potrete redigere la vostra classifica dei fondi pensione e fare un confronto tra essi.

Un bel giorno Tancredi mi chiama e mi dice: “Danilo, aiutami perché temo di aver sbagliato qualcosa.”

Ha ragione.

Non dare mai i rendimenti dei fondi pensione per certi

Dal confronto tra i fondi pensione presenti nei file forniti nel corso capisce che, se cambiasse fondo pensione, avrebbe un vantaggio incredibile.

“Ma come può essere? Può essere che ho fatto qualche errore io o ci sia qualche errore all’interno dei calcolatori?” in realtà no.

Tancredi  aveva fatto tutto correttamente ed effettivamente sbagliando fondo pensione si rischia di dilapidare la propria previdenza e tutto solo con una semplice firma.

Andando a traslare il proprio fondo pensione in un fondo pensione migliore si vanno a guadagnare veramente decine di migliaia di euro.

Ma come detto non dipende solo dai rendimenti dei fondi pensione.

Ma andiamo a vedere il confronto tra fondi pensione appena effettuato.

Al nostro Tancredi hanno venduto un fondo pensione con dei costi incredibili, altro che i migliori rendimenti dei PIP…

Confronto fondi pensione: non solo il rendimento dei fondi pensione 

Ricordiamoci che le tipologie dei costi sono due.

Costi diretti e quindi direttamente a carico dell’aderente e che sono sostanzialmente i costi sul versamento che facciamo; in questo caso a Tancredi veniva richiesto il 3% per ogni versamento.

Ciò vuol dire: verso 1000 euro e 30 euro sono subito persi.

Quali rendimenti i PIP dovrebbero realizzare annualmente per recuperare tali costi? Inoltre siamo certi ci siano questi PIP?

La seconda tipologia di costo invece è indirettamente a carico dell’aderente, e questo, se vogliamo dirla tutta, è forse un costo ancora più importante perché è sulla base non del versamento che faccio, ma su base annuale sul patrimonio investito.

Ed ecco che se nei primi anni questo è relativamente basso, quando il patrimonio aumenta, l’incidenza di questo costo lievita a dismisura.

Ma senza dilungarmi nei versamenti di Tancredi, vediamo il confronto che lui stesso ha fatto con uno dei migliori fondi pensione.

Già solo in termini di costi diretti non ci sono paragoni: abbiamo 15€ contro il 3% su ogni versamento.

Considerando che a Tancredi mancavano circa 20 anni per andare in pensione, in vent’anni con una semplice firma, avrebbe guadagnato 20 mila euro.

Grazie ai rendimenti dei fondi pensione no, assolutamente no.

crendimenti fondi pensione

Una differenza sorprendente

Ma soprattutto grazie al confronto dei costi.

Infatti il suo montante finale, a parità di rendimento, sarebbe passato da 82000 euro a circa 103000 euro e questo, lo ripetiamo, senza andare a versare di più o facendo chissà quale operazione complicata, semplicemente con una firma per trasferire il suo fondo pensione.

Questi 20.000 euro in più gli permetterebbero pertanto di avere una rendita superiore dello stesso importo.

Praticamente, a fronte di un piccolo investimento iniziale, ha aumentato la propria rendita vitalizia di circa 900 euro all’anno, ovvero 80 euro al mese in più e per sempre.

Rendimenti dei fondi pensione: cosa avviene considerando la variabile T?

Facciamo un altro esempio, considerando la variabile T che sta per tempo.

Cosa emergerebbe dal nostro confronto tra i diversi rendimenti dei fondi pensione?

Se invece che un orizzonte temporale di vent’anni, avesse iniziato dieci anni prima a fare questo ragionamento e quindi avesse cambiato il fondo pensione dieci anni prima, con un orizzonte temporale di 30 anni?

Il vantaggio che Tancredi avrebbe avuto in trent’anni in termini di rendimento del fondo pensione sarebbe stato di oltre 50 mila euro circa (58 mila per la precisione).

Mentre in vent’anni il vantaggio sarebbe stato invece di circa 20.000 euro o poco più.

In trent’anni, quindi, con dieci anni in più di versamento, il vantaggio sarebbe quasi triplicato, infatti il montante sarebbe passato da poco meno di 150 mila euro a più di 200.000 euro di rendimento del fondo pensione.

Capite ora che, al di là dei rendimenti dei fondi pensione, ci sono ben altre variabili che portano un guadagno con cifre da capogiro.

Con circa 58.000 euro in più di montante si otterrebbe una rendita di più o meno 2.600 euro in più all’anno per sempre.

Praticamente 220 euro al mese per sempre

Quanto può valere un corso o comunque una consulenza previdenziale che con una firma vi fa guadagnare più di 20.000 euro? E quanto può valere se vi fa risparmiare più di 58.000 euro?! crendimenti fondi pensione

Bene e voi avete ben chiara la situazione del vostro fondo pensione?

Avete mai fatto un confronto con altri rendimenti dei fondi pensione e sapete come si fa?

Avete controllato che il vostro fondo pensione sia il migliore in termini, oltre che di rendimento, anche di costi?

Un errore nel fissarsi solo sulla performance dei fondi pensione

Ci fissiamo così tanto nel valutare la performance dei fondi pensione che poi non ci accorgiamo quanto in termini, non solo di rendimento del fondo pensione, ma anche di quanto può costarci il rischio di fare la scelta sbagliata anche in termini di comparto.

Si tratta di un elemento a cui molti danno poco conto, lo prendono sottogamba.

Ci sono quelli che preferiscono non rischiare, anche troppo “prudenti” e ci sono quelli che non sanno nemmeno che cos’è il comparto del proprio fondo pensione.

Mentre è una cosa così importante che può davvero cambiare la vostra situazione previdenziale.

Lo vedremo con un caso pratico di un cliente che ci ha chiesto la consulenza previdenziale personalizzata e ha scoperto delle cose incredibili.

Innanzitutto partiamo col definire che cos’è il comparto.

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Cos’è il comparto del fondo pensione?

Il comparto di un fondo pensione non è altro che la scelta di dove andare a collocare le proprie risorse finanziarie in base agli asset in cui investirà.

Quando io vado a versare nel mio fondo pensione avrò diverse scelte per il comparto, per esempio nel garantito rischierò di meno, ma i rendimenti saranno ovviamente più bassi nel lungo periodo.

Abbiamo poi il comparto bilanciato dove il grado di rischio aumenta un pochino e riuscirò ad avere un rendimento maggiore nel lungo periodo fino ad arrivare ai comparti azionari.

Per i comparti azionari il rischio è molto elevato, ma nel lungo periodo riuscirò ad avere il rendimento più alto possibile.

E ora la domanda delle domande: qual è il comparto giusto?

Rispondere univocamente quale sia il comparto giusto in assoluto non è possibile.

Mi sembrava troppo facile la risposta, come sempre la risposta corretta è dipende.

Dipende sostanzialmente dall’orizzonte temporale che avete davanti e quindi, se vi mancano poco più di 2-3 anni per andare in pensione, scordatevi il comparto azionario.

Mettetevi sul vostro bel garantito e dormite sonni tranquilli.

Durante gli ultimi due, tre, quattro ma anche 5 anni, il malloppo che si è andati a risparmiare durante la propria vita contributiva sarà veramente elevato.

Non vorremmo pertanto mai rischiare di avere una perdita elevata sul patrimonio messo via.

Il contrario nel caso in cui abbiamo appena iniziato a lavorare e abbiamo tanti anni davanti a noi.

I primi versamenti saranno relativamente piccoli, quindi anche una crisi del mercato azionario non ci farà avere grosse perdite in termini di capitale e rendimento del fondo pensione.

Avendo un orizzonte temporale molto lungo per poter ovviare a questa défaillance potremo recuperare in modo molto tranquillo.

Al di là delle performance del fondo pensione e dei rendimenti dei fondi pensione capire qual’è il comparto giusto è fondamentale.

I benefici che può dare fare la scelta giusta del comparto per il rendimento del fondo pensione

Vediamo un altro esempio pratico, lasciamo il nostro Tancredi e conosciamo Matteo.

Matteo è un giovane molto preparato, anche lui ci seguiva già da tempo e aveva iniziato a lavorare da poco.

Aveva fatto tutte le cose giuste visto che si era informato sul fondo pensione, aveva trasferito il TFR e versava la quota giusta per lui.

Ovviamente la stima dell’importo da colmare tra il suo ultimo stipendio e l’importo che avrebbe preso una volta in pensione dipendeva da ogni singola posizione.

La sua non era una analisi particolarmente difficile, gli abbiamo fatto un buon preventivo.

Ha scelto di fare la consulenza personalizzata e per fortuna che ha fatto questa scelta, probabilmente è stata la scelta che gli frutterà più soldi in assoluto in tutta la sua vita.

Guardate, questa è la situazione di partenza di Matteo.

Senza nessun fondo pensione aveva praticamente un gap lordo del 40%, non elevatissimo, ma neanche poca roba.

Il gap scendeva a poco meno del 30% sul netto.

Gli mancava sostanzialmente il 30% dalla sua ultima retribuzione alla pensione netta, però come abbiamo già detto, era stato molto bravo a pensare già alla sua pensione.

Aveva infatti sottoscritto un fondo pensione non troppo costoso e buono anche in termini di confronto tra i rendimenti dei vari fondi pensione disponibili.

Insomma, era stato molto previdente, ma è un’analisi relativamente facile, fino a quando ci siamo accorti che aveva scelto il comparto garantito.

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Eh sì, il comparto garantito

Consigliatogli dicendo: “ma guarda la pensione, la tua previdenza, perché devi rischiarla? Meglio poco ma buono”.

In realtà in questi casi, quando abbiamo un orizzonte temporale così lungo, dobbiamo capire che non ci deve far paura la volatilità di mercato, ovvero le oscillazioni di mercato ed eventuali discese dello stesso, perché poi il tempo come si suol dire, aggiusta tutto.

Andare a scegliere un comparto garantito quando ci mancano veramente tanti anni alla pensione vuol dire perdersi parecchie opportunità sui rendimenti dei fondi pensione.

Certo contribuendo così portava il suo gap dal 40% al 30%, eppure pensate a quanto si potrebbe ridurre se investisse su un fondo pensione con un rendimento più adatto a lui.

Scegliendo e valutando l’andamento del fondo pensione corretto in termini di politica di investimento, potrebbe davvero ridurlo ulteriormente.

Performance del fondo pensione: come ottimizzarla in base alla tua situazione

Quando ha iniziato a lavorare il suo gap previdenziale netto era di circa 10.000 euro.

Considerando quindi il suo caso, con uno stipendio di 30 mila euro, sarebbe andato in pensione con 20 mila euro, pertanto questi 10 mila euro erano l’obiettivo da andare a colmare e con il piano messo in atto da Matteo già si riusciva ad andare a colmare 5 mila euro circa.

fondi pensione migliori

Con la nostra analisi, senza dover trasferire il fondo pensione, ma semplicemente cambiando il comparto, Matteo avrebbe avuto un beneficio incredibile.

Versando i 2.500 euro che continua a versare, considerando che il tfr non era tutto a suo carico, per una durata di 37 anni e il fondo pensione rimane lo stesso e quindi con costi molto competitivi, e spostandolo da un comparto che aveva un rendimento medio degli ultimi dieci anni del 2,3% a un comparto che aveva un rendimento medio del fondo pensione del 6%.

Nel lungo periodo, semplicemente con questa mossa, il montante atteso di Matteo è passato da circa 116 mila euro a circa 218.000 euro e stiamo parlando di oltre 100.000 euro di differenza, ovviamente in 37 anni.

Dobbiamo ammettere che noi non facciamo i miracoli, sebbene un capitale di 100 mila euro in più nell’arco di 37 anni direi che è impressionante lo stesso.

Su cosa non bisogna risparmiare

Una firma che vale 100 mila euro: avrà fatto bene Matteo a spendere 300 euro – 400 euro di pianificazione previdenziale?

Non lo so, io sono in conflitto di interesse, ma ditemelo voi.

Anche perché tra l’altro, calcolando un coefficiente di reversibilità di circa il 4,5% e andando a tramutare quei 100 mila euro in più che lui si sarebbe trovato sul suo fondo pensione, il tutto equivarrebbe a circa 4.500€ di rendita vitalizia annua in più e per sempre.

Se a Matteo mancavano 10 mila euro di gap, 5.000€ li aveva già recuperati da solo trasferendo il suo TFR.

Andando a ottimizzare il comparto siamo arrivati a praticamente 500 euro di gap.

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Quindi 5.000-4.500€ arrivano semplicemente “switchando” il comparto”.

Semplicemente andando a cambiare il comparto del fondo pensione; insomma anche in questo caso una firma gli è valsa la possibilità di arrivare quasi ad azzerare il gap senza versare un importo maggiore.

Senza dunque privarsi di risorse o intaccando il suo tenore di vita riesce lo stesso a poter avere, sfruttando le performance del fondo pensione nel tempo, un’entrata previdenziale quasi pari al suo ultimo stipendio.

La pensione dipende da veramente molteplici fattori che vanno analizzati tutti in base alla situazione personale, ecco perchè la previdenza mi piace particolarmente: non c’è un consiglio unico che vale per tutti.

Ad ogni situazione possiamo creare un valore aggiunto che è diverso da un altro.

Ovviamente per qualcuno magari non si otterranno molti benefici per la sua pensione, ma tante volte sapere che si sta facendo la cosa giusta e nel modo giusto può valere parecchio.

Ogni tanto vedo purtroppo persone che stanno magari facendo le cose giuste in termini, non solo di rendimenti del fondo pensione, ma poi conoscono la persona sbagliata e si vanno a rovinare la pensione.

Classifica fondi pensione: rendimenti fondi pensione aperti

Scopriamo quali sono i cinque migliori fondi aperti per rendimenti negli ultimi dieci anni.

Dopo notti passate a leggere tutte le note informative, le recensioni, le valutazioni e le giornate passate ad andare in banca o alla assicurazione.

E scommetto anche a sentire il cugino, la zia, il papà, la nonna, il collega sulla performance del fondo pensione, e a consultare i rendimenti dei fondi pensione Covip.

Dopo tutto questo, mi dite che non avete ancora una risposta o peggio un’idea precisa su quale fondo scegliere?

Vediamo quali, per rendimento, sono i cinque migliori fondi pensione ad oggi.

Quasi scontato dire che per rendimenti i fondi pensione migliori restano gli azionari, ma abbiamo visto come, per chi è più prossimo all’obiettivo, sia meglio andare sul sicuro e scegliere comparti più conservativi.

Come detto sopra, i migliori si riconfermano i fondi azionari rispetto agli obbligazionari e garantiti, ma attenzione, ripeto, questi fondi sono caldamente consigliati, nonostante i bassi rendimenti, se ormai vi manca qualche anno alla pensione.

Ad esempio, nell’anno appena passato, così peculiare nei suoi movimenti hanno fatto meglio i garantiti.

Mi raccomando, non vorrete mica rovinare tutto solo per un anno di mercato negativo, perciò attenzione.

Migliori rendimenti fondi pensione ultimo trimestre

Quinta posizione per rendimenti dei fondi pensione per credit Agricole con il suo fondo a comparto azionario grazie a un rendimento ad oggi del 14,59%.

Si classifica al basso della nostra top five grazie ad un rendimento netto su dieci anni pari al 5,22%.

Quarto posto invece per Intesa San Paolo con il suo fondo pensione Giustiniano.

Il fondo ha avuto un rendimento del fondo pensione sul comparto più attivo del 14,96%.

La classifica dei fondi pensione: i primi 3 per rendimento del fondo pensione

Ma saliamo sul podio della nostra classifica dei migliori fondi pensione per rendimento.

Di nuovo secondo la classifica per l’anno passato, siede al terzo posto Anima sgr con il suo Arti Mestieri a comparto crescita a oltre 25 anni classe A con rendimento 15,86%.

Questo è un fondo destinato solo per adesioni in forma collettiva.

Ma chi siede al secondo posto?

Si aggiudica medaglia d’argento Cattolica Previdenza con Risparmio & Previdenza per un rendimento del 17,02%, e su un comparto garantito ora vediamo chi si merita il primo premio ragazzi?

Siete curiosi?

Attenzione la sfida si fa davvero sui decimali, il che conferma tutte le valutazioni precedentemente considerate su quale fondo pensione possa essere il migliore.

Rullo di tamburi la medaglia d’oro va sempre a Società Cattolica di Assicurazione con un fondo a comparto garantito e un rendimento del 17,41%.

Insomma, come detto focalizzarsi solo sui rendimenti dei fondi pensione è sbagliato, e quest’anno così unico è la conferma alla regola.

Qual è il miglior fondo pensione?

A questo punto ve l’avevo promesso, qual è il fondo migliore?

Secondo me la risposta è che se guardo i dati elencati fino a qui la mia scelta sarebbe….nessuno di questi!

Come mai?

Perché prima di scegliere tra questi fondi dobbiamo per forza valutare altri due aspetti fondamentali oltre i rendimenti dei fondi pensione.

Il primo e più importante sono i costi, il secondo è la possibilità di aderire a un fondo di categoria.

Se avete un fondo che vi rende su dieci anni l’8%, ma ve ne porta via un 5% all’anno per costi vari, che senso ha scegliere sulla base dei rendimenti dei fondi pensione e sbattersi a valutare tutte le performance del fondo pensione?

Assolutamente nessun senso.

E quindi voi ora quale fondo pensione scegliereste?

Avete mai fatto un confronto dei rendimenti dei fondi pensione e dei costi?

Danilo Zanni

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