Pensioni Quota 100 Novità

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In questo articolo vi spiegherò nel dettaglio e in modo semplicissimo che cos’è quota 100  e cosa potrebbe accadere a chi va in pensione con quota 100.

Alla fine saprete proprio tutto su cosa vuol dire quota 100 e se sfruttarla, fino a che sarà ancora attiva, andando in pensione con quota 100.

Perché la misura triennale è quasi certo non verrà rinnovata.

Una conferma strutturale della quota 100 per le pensioni porterebbe di fatto la spesa pubblica ad un balzo di 6 punti percentuali.

E se ad oggi la spesa per le pensioni è pari al 17% del PIL, con 6 punti in più capite bene anche voi non sarebbe più sostenibile.

Ma che cos’è quota 100?

Cos’è quota 100 per la pensione?

Se dovessi spiegare in poche parole che cos’è quota 100, direi semplicemente che quota 100 è la nuova riforma del sistema pensionistico italiano.

Questa permetterà di andare in pensione anticipatamente nel trienni dal 2019 al 2021.

Con questa riforma, oltre 400.000 italiani potranno andare in pensione prima del previsto a patto però di rispettare specifici requisiti che vedremo tra poco.

Le stime dicono che questa riforma è costata molto meno di quanto si era inizialmente previsto: circa 5-6 miliardi di euro rispetto ai 7 inizialmente stimati.

Ciò perché la platea di coloro che hanno deciso di andare in pensione con quota 100 è stata molto meno ampia di quanto si immaginava, il 19% in  meno di chi effettivamente poteva optare per quota 100 per le pensioni.

Molto probabilmente la quota 100 per le pensioni non verrà rinnovata.

Ultimamente le stesse parti sociali hanno ammesso come quota 100 per le pensioni, sebbene sia stato un intermezzo di respiro rispetto alla riforma Fornero, sarebbe una misura solamente palliativa.

Bisogna guardare al mondo che è e che sarà e lo stesso Mario Draghi, impegnato in questi giorni nella costruzione del governo, sembra propendere per questa view.

Un governo che attuerà riforme a partire dalle pensioni (e quota 100) fino all’intero mercato del lavoro, è forse la speranza di tutti.

2021: ultimo anno per Quota 100

La misura prova prevista per il triennio 2019-2021 non verrà rinnovata.

Ciò apre il dibattito su quello che sarà il destino di tanti futuri pensionati che se non faranno in tempo a uscire con quota 100, dovranno invece poi aspettare almeno altri 5 anni prima di andare in pensione.

Uno “scalone” che ricorda molto lo scalone di Maroni: per approfondire trovi tutto ben spiegato in InPensione al Top che ti permetterà di far ordine su tutte le norme, oltre che a permetterti di ottimizzare ogni cosa.

Ma come funziona questo “scalone”?

Prendiamo due esempi, uno su quota 100 e uno non.

Due ragazzi, Simone e Vincenzo: in questo caso entrambi matureranno a dicembre 38 anni di contributi nel 2021.

Simone compirà anche gli anni a dicembre, spegnerà 62 candeline, mentre Vincenzo dovrà aspettare gennaio 2022 per raggiungere lo stesso traguardo.

In questo caso Simone farà in tempo ad andare in pensione con Quota 100 e Vincenzo?

Vincenzo dovrà aspettare ben 5 anni ulteriori, e pertanto fino al 2027, per poter andare in pensione.

Come visto dai due esempi, quota 100 è una misura che può evitare questo scalone.

Ma sapendo che non verrà rinnovata come vi sentireste se foste Simone? E se foste Vincenzo?

Ecco perché il mancato rinnovo di Quota 100 sta creando più di un malumore…

E forse, più che una riforma per andare in pensione con quota 100, sono necessarie misure di aiuto e stimolo per una maggiore flessibilità del lavoro e nell’uscita: chiaro parliamo di flessibilità, che è ben diverso dal concetto di precarietà.

Passi interessanti sono stati fatti con i contratti di Isopensione e di espansione.

Ma scopriamo meglio che cos’è quota 100 e quali sono i requisiti per accedervi e andare in pensione con quota 100.

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Pensione Quota 100 Novità:

I requisiti per avere la pensione con quota 100

Che cos’è quota 100 e quali sono i requisiti per sfruttare questa riforma?

I requisiti confermati per andare in pensione con quota 100 sono:

  • avere 38 anni di contributi previdenziali;
  • avere 62 anni di età.

Ed infatti si chiama “quota 100” per le pensioni proprio perché la somma degli anni di contributi ed età anagrafica deve fare 100: 38 anni di contributi e 62 anni di età.

Attenzione, perché a dispetto di quanto si diceva prima, all’aumentare degli anni di età non viene ridotto il requisito contributivo.

Per cui con 63 anni di età non ne serviranno 37 di contributi, ma rimarranno sempre 38.

Quindi la quota sarà 101.

La quota sarà 102 con 64 anni di età e 38 di contributi, 103 con 65 anni di età e 38 di contributi e 104 con 66 anni di età e 38 di contributi.

A partire dal 67-esimo anno di età si avrà diritto di accedere alla pensione di vecchiaia per la quale sono richiesti solo 20 anni di contributi.

Le penalizzazioni

Una domanda che si fanno in molti è: ci saranno delle penalizzazioni economiche per chi sfrutta quota 100?

Le penalizzazioni maggiori nell’andare in pensione con quota 100, rispetto alle pensioni INPS, sono legate al fatto che si lavora meno anni versando di conseguenza meno contributi.

Ad esempio chi sfrutterà in alternativa l’opzione donna, un’altra modalità di pensionamento anticipato, dovrà sottostare ad un ricalcolo contributivo penalizzante.

Con il sistema pensionistico contributivo, entrato in vigore il primo gennaio 1996 (o dal primo gennaio 2012 per chi ha maturato almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995), andare in pensione prima comporta necessariamente una riduzione dell’assegno pensionistico.

Il motivo è semplice.

Il sistema contributivo prevede il pagamento della pensione in funzione dei contributi versati: più contributi versate più alta sarà la vostra pensione, meno ne versate più bassa sarà.

Andando in pensione prima dei 67 anni di età significa quindi versare meno contributi e di conseguenza ricevere un assegno pensionistico più basso.

Per cui se vado in pensione a 62 anni di età invece di 67, avrò versato meno contributi.

Quindi percepirò una pensione più bassa rispetto a quella che avrei percepito se fossi andato in pensione a 67 anni.

Le finestre temporali per le pensioni con quota 100

Con quota 100 vengono ripristinate le finestre temporali.

Salvo modifiche dell’ultimo minuto, ci saranno 4 finestre temporali nel 2021 per fare richiesta per il pensionamento con quota 100.

Ad oggi la prima finestra dovrebbe essere aprile 2021.

Ciò significa che potranno fare richiesta di pensionamento con quota 100 ad aprile 2021 tutti coloro che hanno maturato i requisiti visti precedentemente alla data del 31 marzo 2022.

Le successive finestre saranno luglio 2021 per chi matura i requisiti nei mesi di aprile, maggio e giugno.

Ottobre 2021 per chi matura i requisiti nei mesi di luglio agosto e settembre e dicembre 2021 per chi matura i requisiti nei mesi di ottobre novembre e dicembre.

E poi?

Ricordate che Quota 100 si cristallizza: che cosa vuol dire quota 100 si cristallizza?

Che se maturate il diritto per la misura quest’anno potrete sfruttare e andare in pensione con quota 100 anche il prossimo; ciò salvo riforme intercorrenti, ipotesi non da escludere al giorno d’oggi.

Pensioni Quota 100: Dubbi frequenti 

Ora che abbiamo visto i dettagli più importanti della quota 100, andiamo a chiarire i dubbi più frequenti.

Una delle domande più frequenti è: quota 100 può essere sfruttata anche dai lavoratori autonomi?

La risposta è sì, può essere sfruttata sia dai lavoratori dipendenti che da quelli autonomi.

Altra domanda frequente è: i contributi figurativi rientrano nel calcolo dei 38 anni di contribuzione di quota 100?

Cosa sono i contributi figurativi?

Sono quei contributi che vengono versati anche durante i mesi di non lavoro da parte del lavoratore, come ad esempio malattia o maternità.

Anche se non si hanno ancora certezze in merito, per il raggiungimento dei 38 anni di contribuzione possono essere sfruttati fino ad un massimo di 2 o 3 anni di contributi figurativi.

Attenzione perché questo aspetto potrebbe subire delle modifiche prima dell’ufficializzazione della riforma.

Con quota 100 viene eliminata la pensione anticipata?

Assolutamente no.

Con quota 100 non viene eliminata la pensione anticipata in vigore fino ad oggi.

Le 2 opzioni rimarranno valide contemporaneamente.

Ricordo che con la pensione anticipata, ad oggi, è possibile andare in pensione prima dei 67 anni di età con 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Questa possibilità rimarrà valida anche con l’introduzione di quota 100.

Con quota 100 viene eliminata la riforma Fornero?

La riforma Fornero non ha avuto limitazioni dalla nuova riforma del sistema pensionistico.

Al di là di qualsiasi discorso politico la riforma Fornero ha avuto un ridimensionamento.

Rimangono ad esempio in vigore i ricalcoli biennali delle aspettative di vita.

Ad ogni modo il sistema pensionistico sarà decisamente più flessibile di quello visto fino ad oggi con la riforma Fornero.

Vediamo altri due esempi quota 100.

Esempi quota 100

Comprendiamo in misura definitiva che cos’è la quota 100 con due esempi:

Il nostro protagonista in questi esempi per la quota 100 ha trovato un lavoro stabile a 23 anni come dipendente.

Sempre lo stesso lavoro per più di trent’anni, è stato fortunato, perchè a parte un buco contributivo di circa due anni dovuti a cambi di professione, oggi alla veneranda età di 63 anni può contare su un’anzianità contributiva di 38 anni.

Insomma, se avete capito che cosa vuol dire quota 100, ha tutti gli elementi per poter ricorrere e andare in pensione con la stessa.

Il nostro amico che non sa cosa vuol dire quota 100 ci ha richiesto una consulenza previdenziale, con la quale abbiamo scoperto che avrebbe due opzioni inps per le pensioni: sia quota 100 che quella di vecchiaia.

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Pensione di vecchiaia

La seconda ipotesi prevede che la pensione arrivi nel 2025 con un importo di 19.760€: avendo sempre lavorato fin da giovane, come vediamo con il tasso di sostituzione, subisce comunque una riduzione del .

Ma come si riduce la sua pensione se andasse in pensione con quota 100?

In pensione con quota 100: cosa cambia?

Con la pensione quota 100 andrebbe nel 2021 ma con una riduzione che porta il suo gap al 32%:

E cosa capiterebbe se uscisse dal mondo del lavoro invece alla data prevista per la pensione di vecchiaia e senza risentire delle eventuali riduzioni?

Aderendo a quota 100 potrebbe andare in pensione già da quest’anno, mentre con la pensione di vecchiaia potrebbe uscire nel 2025.

Cerchiamo di capire cosa vuol dire quota 100 anche in termini di variazione di tenore di vita per un pensionato.

Come fronteggiare i cambiamenti che comporta andare in pensione con quota 100

Optare per quota 100, a fronte di 4 anni di anticipo, comporta una differenza tra le due posizione pari a 3.560€ in meno all’anno, pari a circa 275€ in meno al mese.

Chiaro, si versano, come abbiamo detto, i contributi per più anni ma una piccola riduzione ci sarebbe ugualmente che si potrebbe colmare come?

Essendo previdenti e non sottovalutando l’opportunità di farlo anche in età più avanzata.

In questo caso, versando per 12 anni su un fondo pensione a comparto bilanciato il massimo deducibile e il TFR, si potrà contare su un’entrata annua di 4.113€ che permette di compensare la riduzione data da Quota 100 e di poter finalmente dire addio al lavoro senza troppi rimorsi.

In più, in 13 anni di versamento in tale ipotesi, si riesce a contare anche su un vantaggio fiscale in termini di deducibilità di 23.548€.

Insomma ancora una volta la previdenza e chiedere una consulenza, può permettere di trovare escamotage e soluzioni con cui fronteggiare i cambiamenti di volta in volta intercorrenti.

E con questi esempi avete capito cos’è la quota 100 o avete ancora dei dubbi?

Ed infine la domanda di tutte le domande: nel 2021 le pensioni saranno più basse?

La risposta purtroppo è sì.

Ciò è dovuto alla modifica dei coefficienti di trasformazione con i quali si modifica il montante contributivo (cioè i contributi che ho versato) per la pensione.

Dato che questi coefficienti di trasformazione hanno avuto revisioni al ribasso, le pensioni nel 2021 saranno più basse rispetto a quelle del 2020, a parità di tutte le altre condizioni chiaramente.

In particolare, chi andrà in pensione nel 2021 e negli anni seguenti, in particolare nel 2022, avrà una pensione più bassa rispetto al 2020 anche a seguito della variazione delle variabili macro economiche intercorse a causa del Covid-19.

Pensioni Quota 100: Consiglio per non rimanere delusi

Per concludere, un consiglio per non rimanere delusi dall’assegno pensionistico, e sappiate che prima o poi in pensione ci andrete.

Ed è purtroppo certo che il vostro assegno pensionistico non sarà uguale all’ultimo reddito percepito da lavoratore.

Anzi, per molti sarà decisamente più basso.

Pensate se dal prossimo anno il vostro stipendio dovesse subire una riduzione del 30% o del 40%. Cosa vi succederebbe?

Ecco questo è quello che potrebbe succedervi quando andrete in pensione.

Per questo motivo, prima correte ai ripari e meglio è.

La pensione pubblica non sarà sufficiente a coprire il vostro tenore di vita quando smetterete di lavorare, e potreste fare una brutta fine se non correte subito ai ripari.

E prima iniziate, meglio è.

Cosa fare?

Prima di tutto provvedere alla pensione integrativa.

Ossia versare una quota aggiuntiva del proprio stipendio in un fondo pensione.

Quanto versare dipende da caso a caso, ma generalmente prima iniziate e meno dovete versare.

Scegliete con cura il fondo pensione perché altrimenti sarebbe come versare in un secchio dell’immondizia i vostri risparmi di 30 o 40 anni.

Se vi mancano più di 10 anni alla pensione scordatevi i comparti garantiti o obbligazionari del fondo pensione.

Il comparto azionario, anche se oscilla di più, è quello che nel lungo termine genera rendimenti maggiori.

L’obbligazionario e il garantito servono negli ultimi 10 anni prima della pensione per mantenere e non rischiare di dilapidare i rendimenti ottenuti con l’azionario negli anni precedenti.

E voi? Andrete in pensione con quota 100 a 62 anni di età e 38 di contributi oppure preferite attendere i 67 anni di età?

Alessandro Moretti

 

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