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Pensioni Minime: Tutto quello che devi sapere

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Pensioni minime

In questo articolo vi dirò tutto quello che c’è da sapere sulle principali novità relative alle pensioni minime oggi.

Sono sicuro che potrà essere di aiuto per molti pensionati italiani in difficoltà e vedremo anche le novità sulle pensioni minime con i recenti aggiornamenti legislativi.

Circa 2 milioni di pensionati italiani percepiscono una pensione minima che si aggira intorno ai 510€.

Negli ultimi mesi in Italia si è parlato moltissimo dell’aumento delle pensioni minime e se ne vociferava già in estate, ma cosa è accaduto?

Quali sono le novità per le pensioni minime oggi?

Tratteremo di questo argomento più avanti nella sezione dedicata a:

  • novità pensioni minime: ultime notizie

Le informazioni con la nuova legge di bilancio sono ora più definite e scopriamo se c’è stato per le pensioni minime l’aumento tanto atteso.

Cos’è la pensione minima? 

Per pensione minima in genere ci si riferisce ad un trattamento pensionistico che secondo le leggi italiane, oggi, è pari ad un importo di 515,18€.

L’INPS, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, che eroga il trattamento, aggiorna questa cifra a volte anche annualmente, al fine di mantenerla in linea coi cambiamenti macroeconomici ed il costo della vita.

Tale meccanismo che porta ad un aumento delle pensioni minime si chiama perequazione,  vedremo come proprio questo elemento farà la differenza per la rivalutazione e quindi è tra le principali novità per le pensioni minime di oggi e per il 2021.

La pensione minima è nota anche come integrazione al trattamento minimo.

Fu la legge n.638 del 1983 a disciplinare l’intero assetto delle pensioni minime e a prevedere all’art.6 il diritto del pensionato a ricevere un assegno sufficiente per una vita dignitosa nel rispetto, però, anche dei requisiti per la pensione minima legati al reddito.

La legge prevede che le pensioni minime siano una misura integrativa della pensione al fine di migliorare le condizioni economiche dei pensionati che sono sotto una certa soglia reddituale.

Chi ha diritto alla pensione minima

Indipendentemente dall’età e dal sesso del pensionato o degli anni contributivi, la pensione minima in Italia serve a integrare tutte quelle pensioni già esistenti che sono però al di sotto della soglia dei fatidici 515€.

Se per esempio, in base agli anni contributivi, un uomo entra in età pensionabile con una pensione di 300€ mensili, la pensione minima viene in soccorso, integrando la cifra rimanente per arrivare alla soglia dei 515€.

Ciò significa che la pensione minima per il 2021 porta, secondo le novità per le pensioni minime oggi, ad un assegno pensionistico di 6,702,54€ annui.

Un’integrazione dunque, di circa 200€ che si aspettava aumentasse per tutti fino a 780€.

Speranze e promesse, per l’aumento delle pensioni minime, infrante.

Potrebbero comunque esserci delle eccezioni riguardo la pensione minima.

Se il pensionato in questione fosse in possesso di altri redditi, ma inferiori a 6.702 euro annui, allora l’integrazione in questione sarebbe totale.

Se i redditi fossero invece compresi tra i 6.669 euro e 13.405 euro, l’integrazione a questo punto sarebbe solo parziale.

L’integrazione, in applicazione di quelli che sono per la pensione minima, i requisiti per ottenerla, non sussiste se i redditi annui del pensionato nell’anno precedente sono stati superiori a 13.405 euro.

In caso di pensionati coniugati, anche essi dovranno rispettare i paletti sopra indicati.

Per quanto riguarda i pensionati coniugati, il limite di reddito della coppia deve essere inferiore a 20.007 euro per beneficiare dell’integrazione piena, mentre per quella ridotta non bisogna superare i 26.810 euro.

Come si calcola l’integrazione ridotta delle pensioni minime?

Molto semplice: basta sottrarre il reddito percepito alla soglia massima prevista dall’INPS e poi dividere il risultato per 13 mensilità. 

Cerchiamo di capire meglio come funziona per la pensione minima e quali i requisiti di reddito previsti al fine di calcolare quanto potremo ottenere.

Ad esempio prendiamo un pensionato con reddito di 10 mila euro.

Se sottraiamo dal massimo di 13.405 euro il suo reddito di 10 mila euro avremo come differenza 3.405 euro.

Il risultato che abbiamo ottenuto lo divideremo per 13 mensilità e avremo l’integrazione massima consentita.

Quindi, se la pensione era di un importo di 200€, verrà integrata di altri 261€ così da arrivare a 461€, comunque inferiore alla pensione minima prevista dall’INPS.

Proprio all’INPS bisogna fare domanda nel caso si volesse richiedere il bonus pensione minima e la stessa pensione minima, perché l’erogazione non è automatica.

Nel calcolo degli importi per le pensioni minime inoltre si deve prendere in considerazione il reddito del pensionato e quello del coniuge, in questo caso l’aumento delle pensioni minime sarà come detto differente.

Bonus pensioni minime non è per tutti

Non si possono integrare le pensioni minime che sono calcolate con l’intero regime contributivo, bisogna pertanto fare attenzione che non si possiedano contributi ottenuti prima del 1996 perché pur presentando la domanda per la pensione minima, non verrà accolta.

Capite perché il rimandare di preoccuparsi della propria pensione, non è difatti la scelta più brillante da fare?

Se per i nostri nonni e i nostri genitori c’è ancora qualche possibilità di accedere o almeno possedere  i requisiti per la pensione minima, per noi tale possibilità non esiste affatto.

Al momento della pensione potremo contare solo sull’assegno pubblico che ci verrà rilasciato.

In questo, conoscere il proprio gap previdenziale e mettere in campo le risorse e gli investimenti più adatti è fondamentale.

Cosa cambia nel 2021 per le pensioni minime

novità principali

Il 2021 a differenza del 2020 non sarà un anno di cambiamenti per le pensioni minime.

Nel 2020 l’importo è salito da 513 a 515,05€ per via delle rivalutazioni ISTAT.

Questa mappa vi mostra l’incidenza delle pensioni inferiori a 749 euro sul totale degli assegni di vecchiaia erogati ogni mese in Italia.

E stando proprio ai dati Inps, emerge che 3,6 milioni di persone hanno una pensione sotto i 780 euro ma che solo 500mila, tra Isee e requisiti per la pensione minima, alla fine potranno ottenerla.

 

pensioni minime

Attenzione perché proprio per la pensione minima, i requisiti che saranno necessari per ottenere la stessa sono molto stringenti.

Non è infatti sufficiente essere titolari di una pensione inferiore a 780 euro al mese.

Bisogna appunto anche avere un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) minore di 9.360 euro.

E ancora un patrimonio immobiliare (esclusa la prima casa) inferiore a 30 mila euro e uno mobiliare al di sotto dei 6 mila.

E non bisogna aver acquistato un’auto nei sei mesi precedenti alla presentazione della domanda.

Approfondiamo tutti i redditi che sono da escludere.

Pensione minime: i redditi non considerati

Il reddito da considerare per conteggiare se ci spetta la pensione minima dipende dal reddito totale posseduto dal pensionato e dal coniuge, se sposato.

Ci sono però alcuni redditi che sono esenti e non vengono conteggiati per la pensione minima come requisiti.

I redditi non considerati per le pensioni minime e per ottenere questo bonus sono:

  1. tutti i redditi su cui non è imposta l’Irpef: pensioni di guerra agli invalidi civili, rendite Inail, trattamenti di famiglia
  2. pensione da integrare al minimo
  3. arretrati che hanno la tassazione separata come la mobilità e il TFR

Pensioni minime: i limiti di reddito per pensionato sposato

Se siete sposati quali redditi e limiti dovete rispettare per chiedere la pensione minima?

Avrete l’aumento se il reddito annuo proprio e del coniuge non supera la soglia di circa 20.087,73€ e il reddito del pensionato richiedente non supera i 6.702,91€.

Invece, avrà l’integrazione parziale della pensione minima, colui il cui reddito supera la soglia appena vista, a patto che non si superi quella totale dei 26.810,64€ e il reddito del pensionato non superi i 13.405€; se uno dei due limiti viene superato non si ha diritto alla pensione minima.

Novità Pensioni Minime: Ultime Notizie

Causa Coronavirus non ci sono per le pensioni minime novità importanti.

Il Governo vagliava la possibilità di rivalutare del 50% gli assegni pensionistici minimi, un aumento delle pensioni minime che sarebbe importante e diremmo finalmente!

Le novità sulle pensioni minime oggi vogliono portare la pensione minima per il 2021 da 515€ a 780€ per tutti.

L’aumento delle pensioni minime in proposta sarebbe corrisposto per quattro mensilità da marzo a giugno, come avvenuto con altri bonus erogati a causa dell’emergenza Covid-19.

La richiesta vedrebbe le pensioni minime aumentare fino all’importo massimo riconosciuto ad una persona sola.

Circa 2 milioni di pensionati italiani percepiscono una pensione minima che si aggira intorno ai 515€.

La sentenza della Corte costituzionale è del 23 giugno, ma l’iter legislativo sarà più lungo sulle pensioni minime e le novità potremmo averle già entro il 18 luglio.

In realtà cosa apprendiamo dalla nuova legge di bilancio?

Novità pensioni minime oggi: la rivalutazione mancata per il 2021

Le tanto attese notizie che anche per la pensione minima sarebbe arrivato un aumento, sono state ormai confutate.

La nuova legge di bilancio e il provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 292 del 24 novembre 2020 conferma che a causa del fatto che:

la variazione percentuale verificatasi negli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, senza  tabacchi,  tra il periodo gennaio-dicembre 2019 ed il periodo gennaio-dicembre  2020 è risultata pari a – 0,3 ipotizzando, in via provvisoria, per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 una variazione dell’indice  pari rispettivamente a + 0,1; 0,0 e + 0,2.”

Cosa significa?

Che per la pensione minima, l’aumento, almeno per il 2021 è assolutamente da dimenticare, e pertanto l’assegno resterà fisso a 515,58€ al mese.

Secondo voi è giusto alzare le pensioni minime da 500€ a 780€?

Fatemelo sapere nei commenti!

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