Pensioni comparto sicurezza: un anticipo al merito

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Pensioni comparto sicurezza, come funziona ed è vero che si va prima in pensione?

La pensione del comparto sicurezza resta, e per fortuna, ancora una delle poche che consente di anticipare la data per la pensione.

Ancora esiste come una sorta di prepensionamento delle forze armate che possono uscire prima dal mondo del lavoro.

Ma è così vantaggioso?

A che età si raggiunge la pensione anticipata forze armate e quella di vecchiaia?

Pensioni comparto sicurezza, chi paga?

Da tempo ormai anche per il comparto sicurezza le pensioni sono gestite direttamente dall’INPS.

La CTPS –  cassa per i trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato, venne istituita nel 1996 come gestione separata dell’INPDAP.

Quando poi l’INPDAP è confluita in INPS, anche tale gestione è passata sotto l’amministrazione dell’istituto.

Tuttavia, ancora per le pensioni comparto sicurezza vi è la possibilità di anticipi rispetto ai dipendenti civili.

Riforma pensioni comparto sicurezza, i requisiti

Passiamo ora a capire tutte le età ed i requisiti per accedere al trattamento pensionistico.

Ma prima di procedere, a chi si riferiscono queste norme?

Al comparto sicurezza appartengono:

  • Carabinieri
  • Forze armate (Esercito – Marina – Aeronautica)
  • Guardia di Finanza
  • Polizia – Polizia di Stato e Penitenziaria
  • Vigili del Fuoco

Questi ultimi non si vedono attribuiti gli aumenti periodici previsti per gli altri del comparto.

Comparto sicurezza, pensioni di vecchiaia

Per il comparto sicurezza le pensioni si maturano a seconda del grado ricoperto, oltre al requisito contributivo.

Il prepensionamento forze armate prevede, infatti, almeno 20 anni di contributi versati.

Per le Forze dell’ordine la pensione si raggiunge con 58 anni di età e almeno 35 anni di contributi.

A seconda dell’inquadramento si può accedere alla pensione dai 60 anni al massimo 65 anni.

Tutte le età per prepensionamento, forze armate

Nel comparto sicurezza le pensioni arrivano a 60 anni per:

  • Forze armate di truppa, marescialli, ufficiali, colonnelli, sergenti, generali di brigata.
  • Guardia di Finanza sia truppa, marescialli, ufficiali, colonnelli, sergenti.
  • Polizia di Stato e penitenziaria: primi dirigenti, sovrintendenti, ispettori, agenti, vicequestori aggiunti, commissari.
  • Vigili del fuoco, sia i vigili che i capo reparti.

Vanno invece a 61 anni i generali di divisione delle forze armate e, con la riforma pensioni comparto sicurezza, anche altri particolari categorie della polizia, come sempre il discorso rimane infatti molto personalizzato.

La variabile che fa la differenza è sempre la propria personale storia contributiva.

Maturano il diritto alla pensione a 63 anni:

  • i generali di corpo d’arma delle forze armate.
  • i generali di brigata della guardia di finanza.
  • polizia di Stato e penitenziaria, i dirigenti superiori.

Mentre dovranno aspettare i 65 anni coloro che ricoprono i ruoli di:

  • generali di divisione e corpo d’armata nella guardia di finanza
  • Dirigenti generali polizia di Stato e Penitenziaria
  • Vigili del fuoco: direttori, primi dirigenti, dirigenti superiori, dirigenti generali

Per i militari che maturano 41 anni e 10 mesi devono aspettare una finestra mobile di 15 mesi invece che dei soliti 13 mesi.

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Pensione anticipata, comparto sicurezza, requisiti e contributi

Ma ci sono novità per le pensioni del comparto sicurezza?

Dalle ultime news pensioni del comparto sicurezza l’età non aumenterà fino al 2023, ma quando si può accedere alla pensione anticipata, forze armate e di polizia possono accedere alla pensione anticipata in base ad una specifica quota di contributi, vediamoli in maniera più precisa.

La pensione anticipata forza armata si matura se si possiedono 3 diversi requisiti:

  • con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età
  • 58 anni e 35 anni di contributi
  • se il diritto è stato maturato entro il 31/12/2011, allora bastano 54 anni e la massima anzianità contributiva.

Ma la riforma del comparto sicurezza ha provocato nel passaggio dal retributivo al contributivo una pesante riduzione dell’assegno finale della pensione.

Qui la mappa tracciata dall’INPS:

 

Novità pensioni comparto sicurezza

La riforma pensioni comparto sicurezza, le ultime notizie lasciano ben sperare tutta la categoria.

Se per le pensioni comparto difesa ci si aspettavano cambiamenti con nuove età per accedere alla pensione, dalle ultime notizie per le pensioni comparto sicurezza resteranno presumibilmente intoccabili fino al 2023.

Le ultime notizie pensioni comparto lasciavano presagire che nel 2021 ci sarebbero state modifiche all’età, ma ad oggi nulla lascia presagire che il prepensionamento dei militari possa essere leso.

Ricordiamo però che, se pur rimaste fuori dalla Legge Fornero, il decreto pensioni comparto sicurezza prevede che anche per le forze armate vi sia l’adeguamento alla speranza di vita ogni 2 anni.

Tale adeguamento già ha portato ad alcune modifiche con un ritardo di un anno nell’accesso al trattamento e nel 2019, sempre in ottemperanza a tale clausola, la pensione comparto per il comparto sicurezza ha subito un posticipo di 5 mesi.

Il Ministro del Lavoro conferma e ha firmato il decreto pensioni comparto sicurezza che per il 2021 non verrà ritoccato (circolare 62/2018).

Riforma pensioni comparto sicurezza: maggiorazioni 

Dalla riforma delle pensioni del comparto sicurezza, ma anche da nostre analisi emerge spesso come solo una piccola parte dell’ultimo reddito percepito venga coperto.

E mentre voi accumulate maggiorazioni su maggiorazioni queste hanno ormai un limite di accredito di soli cinque anni, sebbene, come detto, valgono sia per il diritto che per il calcolo e consentono di maturare i requisiti per il prepensionamento comparto sicurezza.

Le maggiorazioni convenzionali riguardano i servizi prestati come:

  • Navigazione e su costa (art 19 DPR 1092/73)
  •  Volo (art 20 DPR 1092/73)
  • Confine (art 21 DPR 1092/73)
  • Servizio di istituto (art. 3,c. 5 legge n. 284/1977)
  •  Servizio estero presso sedi disagiate e particolarmente disagiate (art 23 DPR 1092/1973 come recepito dall’art. 8 della legge n. 838/73)

Tuttavia, nonostante queste maggiorazioni, la pensione rimane spesso decisamente più bassa rispetto all’ultimo reddito.

Esiste un fondo di categoria?

Il comparto sicurezza sconta, ahimè, il fatto che, nonostante se ne parli da anni, ancora non esiste per loro un fondo di categoria.

I tavoli di lavoro hanno più volte rimandato la questione lasciando alla categoria l’onere di dover provvedere da solo a costruirsi il proprio gruzzoletto che consenta al momento della pensione di sopravvivere.

E voi cosa ne pensate arriverà mai un fondo di categoria?

Danilo Zanni

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