Pensioni 2021 novità e aggiornamenti

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novità pensioni 2021

Scopriamo quali sono le novità sulle pensioni nel 2021.

La legge di bilancio è ormai passata, scopriamo quali sono le riforme principali per le pensioni nel 2021 in modo da fare poi le diverse valutazioni.

Qui trovate il pdf della Legge di Bilancio del 2021 con le modifiche per le pensioni.

Perché, come sappiamo, sia se si è ancora giovani o si è più prossimi all’età di uscita, una buona pianificazione è ciò che aumenta le probabilità di successo del nostro piano.

Chi è più grande potrà così valutare e fare le diverse simulazioni della pensione per il 2021, e valutare se optare per le misure di anticipo o se restare fino all’ultimo sul posto di lavoro.

Coloro che invece sono più giovani, possono continuare a sfruttare il tempo a disposizione per pianificare al meglio la loro uscita.

Prima però di scoprire quelle che sono le principali novità per le pensioni nel 2021, scopriamo come e su quali elementi lo Stato può agire per apportare le diverse modifiche alle pensioni.

Ultime novità del governo sulle pensioni

Come detto il governo quando prepara il piano di bilancio triennale definisce solitamente anche le novità per le pensioni.

Dalla Legge di manovra di cui abbiamo inserito il link sopra, possiamo scoprire se le ultime novità del governo sulle pensioni tanto proclamate o paventate, hanno trovato poi concreta attuazione.

Se non volete leggervi l’intera manovra abbiamo sintetizzato per voi le novità per le pensioni del 2021.

Il governo, nell’agire sulle pensioni, può modificare diversi elementi, pertanto vediamoli, al fine di capire quelle che saranno le principali novità.

Tutte le cose che sto per dirvi sono ovviamente sempre modificabili.

Eventuali riforme future sulle pensioni potrebbero confermare o stravolgere completamente tutto.

Insomma… chi vivrà vedrà, ma intanto andiamo a vedere in questo momento 5 cose che sappiamo cambieranno per le pensioni nel prossimo anno.

Prima news pensioni: un nuovo calcolo e sempre più povere

Una prima leva di cui possiamo avere news sulle pensioni è la modalità di calcolo.

Per il 2021 la prima grande novità per le pensioni che ci aspetta è il nuovo coefficiente di trasformazione.

Questo coefficiente è davvero importante, poiché è quello che verrà applicato per calcolare le pensioni.

Se tra l’altro non sai come fare ti consiglio di leggere anche qui per scoprire: Come calcolare la tua pensione?

Cosa cambia e qual è la novità per le pensioni?

Come sempre che l’assegno sarà più basso.

Con i nuovi coefficienti, chi andrà in pensione a partire da questo 2021 vedrà pagarsi una pensione più bassa rispetto a chi ha potuto uscire dal lavoro già nel 2020.

Qui vi riportiamo i coefficienti di trasformazione applicati per il nuovo calcolo.

Mentre per le pensioni d’oro il contributo di solidarietà resterà in vigore solo fino al 2021. calcolo pensione

 

La colpa è da attribuire alle rivalutazioni, o meglio, al blocco delle rivalutazioni, che in questi ultimi anni hanno adottato i vari governi italiani.

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La situazione attuale

Come sappiamo il costo della vita aumenta ogni anno per effetto dell’inflazione.

Significa che vivere costa sempre di più e in passato le pensioni si adeguavano all’aumento del costo della vita in maniera proporzionale.

Quindi, se vivere o sopravvivere (pensatela come volete), aumentava del 2% all’anno, le pensioni si adeguavano nella misura di questo 2% in modo tale che i pensionati potessero mantenere sempre intatto il loro potere di acquisto.

Ma come sappiamo l’INPS è un sistema che sta vivendo una forte crisi, per questo negli ultimi 9 anni i vari governi che cosa hanno fatto? Hanno adottato dei blocchi sulle rivalutazioni delle pensioni.

Per cui se il costo della vita è aumentata di 10, le pensioni non sono aumentate di 10, ma sono aumentate di 2-3-5 senza arrivare a coprire l’aumento del costo della vita.

Pensioni ancora più povere: i dati

Gli effetti di questi blocchi negli ultimi 9 anni restituiscono davvero pensioni più povere per il 2021.

Leggendo i dati escono risultati molto preoccupanti.

Emerge, infatti, che i pensionati italiani in media hanno perso una mensilità all’anno.

Andiamo a fare un esempio.

Su una pensione lorda di 1.500 euro al mese, si è calcolato che la perdita mensile è stata in questi 9 anni di 74,03 euro che, spalmato su tredici mensilità, vuol dire all’incirca 1.000 euro in meno all’anno.

Per questo, a ragione, possiamo scrivere che praticamente si è perso quasi un cedolino netto mensile.

Un pensionato che guadagna una pensione di 1.500 euro lordi al mese, si è ritrovato in un anno una perdita di potere d’acquisto di circa 1.000 euro, ed è una bella botta.

Peggio è andata a chi ha una pensione lorda di 1.900 euro al mese, in questo caso infatti la perdita è stata di 1.300 euro all’anno.

Perché avremo pensioni ancora più povere anche per il 2021

I blocchi delle rivalutazioni pensionistiche non sono finiti qui, ci sono nell’anno in corso e ci saranno ancora nel 2021.

Per cui il potere d’acquisto delle pensioni dei nostri pensionati italiani continuerà a diminuire sia nel 2020 che nel 2021.

Purtroppo per coloro che sono già in pensione c’è poco da fare, se non sperare che il governo aggiorni questa rivalutazione delle pensioni e tolga i blocchi.

E cosa succede a chi deve andare ancora in pensione?

Che le cose si faranno sempre più difficili per molti dei nostri lettori che non sono in pensione.

Chi andrà in pensione tra i prossimi dieci, venti, trenta anni allora dovrà correre ai ripari poiché la pensione pubblica non basterà più: calcolo pensione Sicuramente le prossime generazioni non potranno più sopravvivere con la sola pensione pubblica, però correre ai ripari è semplice, basta scegliere un’alternativa complementare e iniziare a pianificarla e prevederla fin da ora.

Ma scopriamo quelle che sono le altre novità 2021 per le pensioni, lo so che siete ansiosi di scoprire se dovete ri-aggiornare le vostre rendite in costruzione, o valutare se aumentare o diminuire il valore del versamento!

Cambia la pensione di vecchiaia 

Come saprete e come abbiamo già detto in altri articoli, per la pensione di vecchiaia sono cambiati i requisiti di età.

Continua ormai l’adeguamento delle pensioni per le donne al pari di quelle per gli uomini.

Questo significa che per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2021 sono necessari almeno 20 anni di contributi versati e la seguente età anagrafica:

  • 67 anni e 3 mesi di età nel 2021 e 2022; 
  • 67 anni e 4 mesi nel 2023-2024; 
  • 68 anni dal 2031 in poi.

Altra condizione da soddisfare per coloro che rientrano nel calcolo contributivo, e che non hanno versato contributi prima del 1996, è che l’assegno pensionistico sia almeno 1,5 volte maggiore dell’importo dell’assegno sociale.

Se questo non avviene, per andare in pensione sarà necessario il requisito contributivo che è aumentato proprio a partire dal 2019, confermato nel 2020 e vedremo se verrà confermato anche per il 2021 e per gli anni successivi.

L’età pensionabile 2021 è quindi pari a 67 anni e 3 mesi sia per gli uomini che per le donne.

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4 soluzioni pratiche per andare in pensione sereni e con il massimo dei soldi possibile.

Anche la pensione anticipata tra le news più sicure sulle pensioni

Per la pensione anticipata non è prevista un’età specifica, ma è sufficiente aver maturato il requisito contributivo minimo.

Anche per il 2021 questo requisito è confermato a:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

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I requisiti per le pensioni con Quota 41

Il requisito per la cosiddetta Quota 41 prevede 41 anni di contributi versati per queste categorie:

  • Chi a 19 anni aveva già maturato 12 mesi di contributi;
  • Gli iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • I disoccupati senza indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • Persone che da almeno 6 mesi si prendono cura di un familiare entro il 2° grado di parentela con un handicap grave;
  • Gli invalidi dal 74%,
  • Le persone che hanno svolto i cosiddetti lavori usuranti.

Vedremo se tutte queste news sulle pensioni saranno confermate anche per il prossimo anno.

Le sfide che ci aspettano per le pensioni 2022 sono veramente tante e arriviamo pertanto a quello che è il vero punto per il 2021: quota 100 e le altre.

Le grandi conferme per le pensioni 2021

Vengono ri-confermate ancora per un anno, ossia fino a dicembre 2021, le seguenti misure:

  • Opzione donna
  • Quota 41
  • APE Sociale
  • Quota 100

Stessa durata anche per la possibilità di ricorrere al riscatto agevolato dei periodi di studio, misura sperimentale introdotta appunto per soli tre anni.

Ricapitoliamo brevemente i requisiti per accedere ad ognuna delle misure sovraesposte.

Tutte le misure riconfermate per le pensioni 2021

Quota 100 fino al 2021

Le ultimissime notizie sulle pensioni confermano che quota 100 non sarà rinnovata.

Come richiesto dall’UE non verrà rinnovata dal 2022 in poi.

L’obiettivo era superare la riforma Fornero e cercare di favorire l’uscita dal mondo del lavoro, soprattutto per quei lavoratori che per un requisito o un altro rischiano di rimanere fuori ancora a lungo.

Quota 100 resta in vigore fino al 31 dicembre 2021 e dà la possibilità di lasciare il lavoro prima rispetto ai requisiti della pensione di vecchiaia.

Ultimo anno per quota 100 e per presentare la domanda, pertanto, se ne avete la possibilità, possiamo aiutarvi a valutare bene se vi conviene accedere alla misura o meno.

Quota 100 significa che si può raggiungere una quota semplicemente sommando l’età anagrafica e i contributi versati.

Se il risultato è 100 è possibile richiedere la pensione con quota 100.

Attenzione però, perché la condizione minima richiesta è avere un’età pari ad almeno 62 anni e almeno 38 anni di contributi.

Peccato però che, secondo molti calcoli, e a giudicare dalle pochissime domande arrivate all’Inps, andare in pensione con Quota 100 significa anche avere un taglio della pensione mediamente di almeno l’8%.

Ecco un esempio.

Un lavoratore che guadagna 1200 euro di stipendio potrebbe andare in pensione a 67 anni con un assegno di 900 euro al mese, ma se lascia il lavoro con quota 100 va in pensione a 62 anni con invece 828 euro di assegno.

E cosa avverrà dopo quota 100?

Allo studio, tra le novità sulle pensioni, vi è la possibilità di avere una cosiddetta quota 41, ma ancora i rumors e le notizie sulle pensioni sono troppi e troppo fumosi, per potervi dare notizie che siano certe e valide.

Appena usciranno tutte le ultime novità del governo sulle pensioni ve lo comunicheremo.

Ma passiamo alle altre novità che riguardano moltissimi di noi: opzione donna e Ape sociale verranno rinnovate o no?

Opzione Donna 2021

Per quanto riguarda Opzione donna, trovi qui l’approfondimento: Calcolo pensione Opzione donna: come funziona

Potranno andare in pensione tutte le donne che al 31 dicembre 2020 avranno 35 anni di contributi e 58 anni di età, oppure 59 se lavoratrici autonome.

Ricordiamo che esiste una finestra mobile di 12 mesi se dipendente e 18 mesi se autonoma.

Per quanto riguarda Quota 100, come detto, questo è l’ultimo anno.

Consigliamo perciò a chi è prossimo o ha dei dubbi, di procedere al calcolo se convenga anticipare l’uscita che altrimenti, in alcuni specifici casi, potrebbe ritardare di addirittura 5 anni, ovvero al compimento dei 67 anni.

Quota 100, ricordiamo, si raggiunge con 62 anni e almeno 38 anni di contributi, per raggiungere i quali vi diciamo che alcune misure di coordinamento non sono valide.

Per approfondire vi lasciamo a questa lettura: Pensioni Quota 100 Novità.

Viene riconfermata anche Quota 41, la misura per i lavoratori precoci con almeno 41 anni di contributi e 2 o 3 anni di contributi figurativi.

Ecco qua tutti gli altri requisiti per scoprire e valutare se optare per questa possibilità di uscita: Pensione Quota 41: come funziona, requisiti e calcolo

APE Sociale rinnovata anche per il 2021

L’APE Sociale viene riconfermata e consente a chi ha 63 anni e almeno 40 anni di contributi a fine 2020, o 36 anni se si tratta lavori usuranti, di poter andare in pensione nel 2021.

Si tratta di una riforma di welfare e rivolta a chi versa in situazioni di grande in difficoltà, come ad esempio per chi non percepisce più la Naspi da almeno 3 mesi.

Ulteriori requisiti per andare in pensione 2021 con l’Ape Sociale sono: aver appunto cessato l’attività lavorativa, risiedere in Italia, non possedere altre pensioni e che la pensione di vecchiaia sia pari a meno di 1,4 volte la pensione minima INPS che ad oggi è di circa 718,20€.

La misura è interessante anche per le seguenti categorie:

  • Caregivers
  • invalidi oltre il 74%
  • Addetti alle mansioni gravose

Per ognuna di queste quattro categorie consigliamo, prima di optare per questa misura, di valutare anche altre possibilità di uscita.

Le news pensioni 2021 dal lato azienda

Anche in virtù di aiutare le aziende, vengono estese misure come Isopensione e contratto di Espansione.

Sono misure veramente interessanti che consentono al lavoratore di anticipare di alcuni anni la propria pensione, e anche all’azienda di ridurre alcuni costi.

Ma scopriamo meglio i dettagli di queste misure per le pensioni 2021.

Iniziamo con l’Isopensione che doveva scadere quest’anno, ma considerata la situazione attuale sarà prorogata fino al 2023.

Le aziende con più di 15 dipendenti e con personale eccedente, attraverso la sottoscrizione di specifici accordi sindacali potranno mandare in pensione i lavoratori che possano raggiungere i requisiti minimi per la pensione entro i 7 anni successivi.

Senza la proroga, la misura di scivolo sarebbe stata solamente di 4 anni secondo l’articolo 1, co. 160 della legge 205/2017 -legge di Bilancio 2018.

In questo caso l’onere dell’anticipo rimane in carico al datore di lavoro, che deve sottoscrivere un’apposita fideiussione bancaria per poter mettere in atto l’anticipo.

Sicuramente si tratta di un’interessante misura di anticipo per chi non ne può proprio più della propria occupazione.

Invitiamo come sempre prima di procedere, ad approfondire ulteriormente.

Questo perché l’assegno che spetta è di importo leggermente più basso rispetto a quello della pensione.

Non viene conteggiata la contribuzione correlata che il datore versa per gli anni di anticipo, pertanto questa contribuzione resta legata più alla misura che al calcolo.

Contratto di espansione tra le misure per anticipare la pensione 2021

Il contratto di espansione si estende applicato anche alle aziende con più di 250 dipendenti. 

Il contratto può essere applicato una volta raggiunto l’accordo con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e con le associazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale.

Tra le misure di questo contratto, si prevede uno scivolo per i lavoratori che si trovino ad almeno 5 anni, ossia 60 mesi dalla pensione, e che abbiano maturato il requisito contributivo minimo, ovvero 20 anni di contributi versati.

L’indennità mensile sarà commisurata all’assegno pensionistico lordo maturato fino a quel momento.

Se la prima decorrenza utile della pensione è anticipata, l’azienda versa anche i contributi mancanti. 

Diverso invece se si percepisce anche la Naspi, in questo caso oltre a procedere ad attente valutazioni, consigliamo di verificare in azienda e valutare la soluzione migliore.

Tutte le altre misure per le pensioni 2021 interessanti anche per i giovani

Part Time cosa cambia

Con la nuova legge di bilancio cambiano alcune misure, come ad esempio cambia il conteggio a fini contributivi del lavoro in part time verticale ciclico, ossia per tutti quei lavoratori con un contratto part time non basato su un definito orario settimanale o giornaliero, ma soltanto annuale.

Il part time sempre di più si conferma una misura utilizzata dalle aziende, e in tempo di crisi una valida misura di ammortizzatore sociale.

Speriamo che lo Stato comprenda la rilevanza di questo periodo storico che caratterizza molti estratti contributivi degli italiani, ma ancora vincolato ad alcuni, forse troppi, paletti per un esatto conteggio previdenziale e che costringe molti ad una consulenza personalizzata.

Secondo punto: finalmente una norma che equipara questa modalità di lavoro al part time orizzontale, riconoscendo che alla fine sempre di lavoro si tratta (l’art di riferimento è il 62).

Tale periodo viene così riconosciuto e conteggiato a fini contributivi come il part time orizzontale, pertanto è necessario il rispetto del minimale retributivo secondo le norme fissate dall’art. 7, co. 1 del D.L. n. 463/1983.

Per i contratti già conclusi dovrà essere cura del lavoratore fare domanda per le modifiche di calcolo.

Il numero delle settimane da conteggiare a fini pensionistici, vede il rapporto tra il totale della contribuzione annuale rispetto il minimo.

ISCRO: quali novità per i giovani lavoratori

Interessantissima invece per i più giovani la ISCRO- Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, una sorta di cassa integrazione per gli autonomi.

La misura prevede un contributo dai 250€ agli 800€ per un massimo di sei mesi e corrispondente al 25% dell’ultimo reddito.

L’importo massimo ottenibile è di 4.800€, si può richiedere solo per il triennio 2021-2023 ed una sola volta.

Altri requisiti per ottenerlo sono:

  1. essere titolari di p.iva da almeno 4 anni
  2. avere la contribuzione previdenziale in regola (quando insistiamo per farvi versare lo facciamo a fin di bene)
  3. Reddito dichiarato prima di presentare la domanda non superiore a 8.145€ 
  4. aver subito una perdita reddituale del 50% rispetto alla media dei 3 anni antecedenti l’anno di presentazione della domanda

Quindi se anche per il prossimo anno subirete perdite potreste richiederla.

Pensioni 2021: anno bianco per i contributi pensione

Interessante, ma da non prendere come abitudine, è anche la misura dell’anno bianco che prevede misure di salvaguardia per chi ha subito un calo del 33% del fatturato e abbia un reddito di almeno 50.000€.

Questo aspetto lo monitoreremo e vi terremo aggiornati non appena avremo la conferma dalla legge definitiva.

Interessante anche l’esonero dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che rinunciano alla cassa integrazione e fino a marzo 2021.

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Novità pensioni le casse previdenziali ed Enasarco 

Molte Casse previdenziali continuano il percorso di adeguamento alla riforma Fornero, ed anche per il 2021 ci si aspetta dunque novità sulle pensioni per le Casse private.

Le novità sulle pensioni per loro riguarderanno ritocchi sull’età, come per la cassa forense per la quale è uscito negli ultimi giorni il nuovo “Testo Unico”, in cui si ritarda l’accesso alla pensione al maturare del requisito minimo di 35 anni di contributi e 70 anni di età.

Invece per quanto riguarda Enasarco, finalmente per le donne sarà possibile fare richiesta per la pensione anticipata nel 2021.

Ricordiamo che la richiesta di anticipo potrà esser fatta al raggiungimento di quota 90 ed una età minima di 65 anni, altrimenti non si potrà fare domanda.

Fate attenzione perchè con la domanda si perde anche il 5% per ogni anno di anticipo pensione.

Ad oggi, per accedere alla domanda di pensione, bisogna aver raggiunto quota 92 ed un’età minima di 67 anni per gli uomini, mentre per le donne il regime di innalzamento si completerà solo nel 2024.

età pensione enasarco

Ultimissime news pensioni, una certezza preoccupante: dal 2021 più pensionati che lavoratori

Tra le ultimissime novità sulle pensioni che ci attendono per certo nel 2021 c’è proprio quest’ultima news sulle pensioni che forse più di tutte desta sconcerto.

Sono sicuro che, dopo averla letta, capirete perché non potete sottovalutare l’idea di inserire la pensione nella vostra pianificazione finanziaria.

Purtroppo è così, lo Stato sempre di più non potrà aiutarci e questa ne è un’ulteriore conferma.

Se già a maggio 2020 sono state pagate più pensioni che stipendi, nel 2021 le news sulle pensioni ci dicono che nella pubblica amministrazione ci saranno più pensionati che dipendenti.

Il trend non calerà e pensate che su tutta la forza lavoro della P.A. il 16,7% dei dipendenti ha superato i 62 anni.

Lo scenario, come avevamo già scritto, è apocalittico: Pensioni: l’apocalisse arriverà nel 2030.

E niente si muove anche per i giovani.

Novità pensioni per i più giovani

Tra le nuove sulle pensioni si parla molto di interventi non più rimandabili per quanto riguarda i giovani e le pensioni.

Con carriere sempre più instabili sono loro che più soffriranno delle ultime novità del governo relativamente alle pensioni e che si protrarranno nel tempo.

Ad oggi sempre più giovani andranno in pensione tardi, infatti non sbagliamo nel dire che i giovani lavoreranno fino ai 70 anni.

Una speranza, che purtroppo rimarrà solo una speranza fino al 2021, arriva dall’UE.

L’UE mira ad armonizzare almeno la parte integrativa della pensione, ovvero il secondo pilastro, e quindi tutto il mondo dei fondi pensione.

Le ultimissime notizie sulle pensioni di certo rimangono svantaggiose per i ragazzi che, se non cominciano a provvedere e pianificare la pensione fin da oggi, si ritroveranno con gravi mancanze reddituali in futuro.

Voi siete ancora convinti che lo Stato possa garantirvi una pensione o che la stessa si possa dire buona?

Nessuna variazione per le pensioni 2021

Rimangono invece le medesime regole per l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata, e se non sapete ancora come funzionano, molto male, è l’ora di sanare questa lacuna e capire finalmente quando e con quanto andrete in pensione in modo da valutare come integrare.

Ricordate che anche per il 2021 viene riconfermata la Rita e potenzialmente introdotto “Obiettivo pensione”.

RITA e Obiettivo pensione

Verrà invece confermata la RITA anche per il 2021 e potenzialmente inserito un “Obiettivo pensione”, una forma di finanziamento per chi ha tra meno di 6 mesi ed un massimo di 3 anni mancanti alla pensione, e che servirà per pagare i contributi: 

in questo caso però consigliamo di valutare sempre altre opzioni prima di ricorrere a misure di indebitamento.

E voi sapete cosa vi aspetta e spetta per la pensione?

Danilo Zanni

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