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Pensione partita IVA tutto quello da conoscere

1 Ottobre 2020

La pensione partita IVA è davvero come il Santo Graal?

Se anche tu fai parte dell’esercito delle partite IVA scopriamo come funziona nel tuo caso la pensione, se e a quanto potrebbe ammontare e quali sono ad oggi i requisiti per accedere alla pensione libero professionista.

Pensione partita IVA una prima distinzione

La pensione partita IVA in questo caso dipende dal tipo di attività che svolgi.

Se sei un libero professionista come abbiamo anche visto qua:Pensioni liberi professionisti perché è più bassa

ci sono regimi e regole differenti per la pensione libero professionista è iscritto ad un albo.

In questo primo caso l’iscrizione all’albo prevede specifiche casse previdenziali di riferimento.

Se invece sei un libero professionista per te il discorso previdenziale è un po’ più complesso, sono moltissimi che riconosciuto il problema si chiedono come e se è possibile aggiustare e non ritrovarsi al momento della pensione a zero.

Per il libero professionista pensione è davvero uno dei punti interrogativi più grandi come mai?

Pensione libero professionista tutte le criticità

Per prima cosa a causa della loro stessa attività di professionista e indipendente o freelance non può a differenza dei dipendenti contare su un reddito fisso o certo.

Deve versare da solo i propri contributi e ne versa secondo un’aliquota contributiva diversa da questo scenario emerge come il calcolo pensione libero professionista restituisce solitamente un assegno pensionistico più basso.

Solo e abbandonato deve provvedere non solo a versarsi i contributi obbligatori, molti addirittura li percepiscono come quasi una tassa, ma presenta criticità anche a livello di pensione integrativa.

Per il libero professionista non esistono fondi di categoria.

E da ultimo anche qualora optassero per un fondo pensione ugualmente avrebbero alcune valutazioni che riguardano proprio il tema della fiscalità.

Vediamo ora come si procede con il calcolo pensione libero professionista.

Calcolo pensione libero professionista contributi INPS

Come detto chi ha aperto o ha già una partita IVA dovrà versare da sè i contributi per la pensione.

In tanti proprio in base ai contributi da versare fanno diverse valutazioni se conviene o meno aprire la P.IVA.

Questi contributi necessari per il calcolo pensione libero professionista deve almeno inizialmente considerarli come un costo, di impresa, ma un costo.

Sono due tipi i contributi se sei artigiano o commerciante o libero professionista che dovrai versare all’INPS:

  • un minimale
  • gli eccedenti il minimale

Nel primo caso, i contributi minimali, dovrete versarli obbligatoriamente.

Sono un importo fisso annualmente definito dall’INPS con apposita circolare e che non dipendono dai vostri ricavi.

Gli altri contributi, quelli eccedenti il minimale, si attuano applicando una specifica percentuale proprio sul vostro reddito e sulla quota parte che ha superato il minimale.

Quali sono i contributi fissi per la pensione libero professionista 2020

Per quest’anno i contributi minimi che tutti i titolari di partita Iva dovranno versare, anche sì se hanno guadagnato zero, è pesato su 15.953€ e saranno i seguenti.

pensione liberi professionisti contributi 2020

Sono 4 le date in cui si dovranno versare questi contributi fissi e sono il:

  • 16 maggio
  • 20 agosto
  • 16 novembre
  • 16 febbraio

Come potete notare i contributi che dovete versare dipendono in particolare dal tipo di professionalità svolta, se artigiano o commerciante.

Sei un artigiano se ricadi in questa categoria:

  • elettricisti,
  • falegnami,
  • idraulici,
  • gelatai,
  • pasticceri,
  • estetisti,
  • massaggiatori,
  • fotografi etc.

Sei invece un commerciante se acquisti e vendi beni di consumo, mobili e immobili o attività legate al campo dei servizi: agenti di comemrci, negozianti.

Contributi eccedenti il minimale per la pensione del libero professionista

Nel caso in cui superate il minimale per il 2020 allora dovrete versare anche contributi utili per il calcolo pensione libero professionista commisurati in base ad un’aliquota fissa percentuale fissata e di nuovo dipendente anche dal reddito e dalla professionalità.

Per gli artigiani l’aliquota è del 23,10% se artigiano e 23,19% se commerciante

Oltre 47.379  avranno un aliquota del 24% se artigiano e 24,09% se commerciante.

Per coloro fortunati liberi professionisti pensione necessita di versare se ha guadagnato più di 47.379€ un’aliquota del 25% se artigiano e 25,09% se commerciante.

Pensione Partita IVA “pura”

Se sei un lavoratore autonomo e non ricadi né nella categoria degli artigiano né dei commercianti e versi i contributi nella gestione separata per te la situazione è leggermente diversa.

Sto parlando a copywriter, artisti o lavoratori freelance, consulenti d’impresa, informatici, i fisioterapisti ma anche ad esempio gli gli amministratori di condominio.

Nel tuo caso in base al tipo di partita IVA e dal regime con cui sei inquadrato possono variare molto le cose.

Nel tuo caso in quanto autonomo libero professionista pensione prevede un aliquota da versare annualmente del 25,72% che viene conteggiata sul reddito prodotto durante la tua attività.

Lo 0,72% fa riferimento alla percentuale che non concorre alla pensione ma che serve a coprire diverse tutele assistenziali come malattia, maternità e assegni al nucleo familiare.

Il vantaggio del calcolo pensione Partita IVA in questo caso è che non dovrai versare i contributi fissi se per un anno non hai guadagnato, pertanto se in un anno fatturi zero allora non dovrai versare nulla.

Anche per questo molti inizialmente preferiscono partire con questo regime e ancora di più con il forfettario per poi virare o verso vere e proprie attività di impresa o diventare dipendenti.

Una grande avvertenza se nell’anno non si raggiunge un reddito minimo di €. 15.548 allora l’INPS accrediterà i contributi ma non li considererà come un anno pieno e potrà recuperarli nell’anno successivo, con grande svantaggio sull’assegno finale.

Pensione Partita IVA un caso particolare e il forfettario

Se appartieni al regime forfettario e devi però anche essere iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti hai diritto a una riduzione del 35% dei contributi INPS sulla Partita IVA che altrimenti dovresti versare.

La riduzione al 35% sui contributi spetta non solo a tutti coloro che sono in regime forfettario ma anche a coloro che pur se titolari di partita IVA decidono di adottare tale particolare regime.

Ma quali sono in questo caso le date utili e quale calcolo pensione libero professionista si deve fare per sapere quando si potrà contare sulla pensione pubblica?

Ricordiamo che nel vostro caso la pensione dipende dai contributi che versate e dal reddito che riuscite a guadagnare, per questo sempre più lavoratori a partita IVA lamentano un vero abbandono.

Con tutti i costi di impresa che già si devono sostenere, redditi precari e incerti quali un autonomo ha di fronte.

Ecco perchè la pensione libero professionista è spesso bassa unito al versare i contributi in maniera autonoma ecco un motivo per cui il mercato del lavoro è sempre più in sofferenza.

Pensione partita IVA tutti i requisiti e le modalità

Come oramai per tutti la pensione libero professionista si conforma nei requisiti per l’accesso all’età e ai contributi fissati anche per altre professioni.

Anche per loro la prima data è ormai a livello anagrafico i 67 anni con almeno 20 anni di contributi e nel rispetto dei limiti imposti annualmente sull’assegno sociale.

Mentre per l’anticipata devono essere stati versati almeno 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Anche per i liberi professionisti dal 2019 è stata introdotta una finestra mobile che ad oggi è pari a 3 mesi.

pensione liberi professionisti contributi 2020

Un caso pratico: pensione libero professionista estetista

Se sei un estetista o un parrucchiere hai un coefficiente di redditività del 67% se per quest’anno hai guadagnato 30.000€ dovrai versare ricadendo nell’inquadramento artigiano sia i minimi sia la quota eccedente.

In questo caso si conteggia applicando l’aliquota del 24% sul reddito eccedente il minimale (15.953€).

Per esempio su 30.000 il 67% (coefficiente di redditività) è di 20.100€, questo valore sottratto al minimale dà 4.147€  su cui si applica l’aliquota al 24%, avremo perciò 995,28€ da dover versare in aggiunta ai minimi.

Pensione complementare

Nel caso dei liberi professionisti capire e iniziare fin da subito a versare su un fonod pensione può essere la soluzione migliore per costruirsi una rendita integrativa.

Tuttavia fondi di categoria non sono disponibili e pertanto scegliere il giusto fondo pensione rimane la prima sfida.

La seconda è capire quanto versare appunto per colmare l’eventuale gap che si avrà e per aumentare un assegno pubblico incerto.

Tuttavia non sempre però anche il fondo è la soluzione più opportuna.

Ma avrete capito ormai quanto dipende dalla particolare professione, inquadramento e reddito d’attività.

Per capire come agire in tanti chiedono una consulenza previdenziale in modo non solo da capire gli step per non trovarsi impreparati e impostare un piano d’azione che possa seguirli finchè non ci sono variazioni o che confermi anche semplicemente le prossime mosse da fare considerato che un libero professionista non è altro che una micro impresa e costi e sostenibilità sono per lui fondamentale.

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Danilo Zanni

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