Pensione Integrativa, tutto quello che c’è da sapere

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pensione integrativa

In questo articolo ho voluto riunire alcuni argomenti riguardanti la Pensione Integrativa per valutare insieme a voi quando la pensione integrativa conviene o non conviene.

Chiaro, se il finale non era già di per sé banale, ricorrere a una pensione integrativa conviene, non conviene se invece siete già coperti.

Ma ormai optare per una pensione integrativa più che una scelta è una necessità, e la domanda se la pensione integrativa conviene o non conviene lascia il posto ad altre come quale scegliere, e quale soluzione è la migliore.

Nell’intento di fornirvi un quadro quanto più completo ed esaustivo possibile sulle varie opportunità che avete in campo previdenziale e capire definitivamente se la pensione integrativa conviene o non conviene, vi spiegherò cos’è la pensione integrativa.

Capiremo quale scegliere perché fa la differenza nel decretare quando la pensione conviene o non conviene.

Infine, analizzeremo cos’è la pensione integrativa europea, come funzionano e perché sono così importanti le misure di pensione integrativa.

La riposta se la pensione integrativa conviene o non conviene sari proprio tu a darmela.

Rimanete fino alla fine perché vi darò diversi consigli utili su come sfruttare al meglio la vostra pensione integrativa.

Lo sapete che quando smetterete di lavorare la vostra pensione pubblica potrebbe essere anche il 50% più bassa rispetto al vostro ultimo stipendio?

Se questa è una pessima notizia, ve ne do anche una buona: è possibile risolvere questo problema con la pensione integrativa.

Pensione integrativa, come funziona

Immaginatevi la pensione integrativa come un salvadanaio dentro cui decidete di mettere un po’ di soldi nel corso degli anni.

Permettendovi di risparmiare possiamo affermare in prima battuta che la pensione integrativa conviene.

Con lavori spesso discontinui, pagati poco e con un sistema previdenziale che impone requisiti sempre più stringenti, tanti italiani stanno preferendo giocare d’anticipo avvicinandosi a questo tipo di risparmio, e quindi a scegliere tra le varie pensioni integrative.

Solo chi prenderà subito il toro per le corna potrà assicurarsi una pensione dignitosa in futuro, e la previdenza complementare conviene e facilita la competizione.

La pensione integrativa o complementare vi permette, infatti, di mettere da parte dei soldi e di avere una rendita più alta quando smetterete di lavorare.

Nel frattempo potrete godere di diversi vantaggi fiscali.

Ma la pensione integrativa conviene o non conviene?

La risposta a questa domanda, se la pensione integrativa conviene o non conviene, è che conviene, a patto che si sappia quale pensione integrativa scegliere.

Già semplicemente in termini fiscali tieni aperto il tuo piano pensionistico integrativo fino a 15 anni, le tasse che dovrai pagare sulla tua liquidazione saranno pari al 15%.

In parte il fondo pensione complementare conviene, ma può convenire ancora di più.

Dopo 15 anni l’aliquota cala dello 0.3% all’anno fino a raggiungere un minimo del 9%, ecco perché ha il suo vantaggio iniziare fin da giovani, a dispetto delle opinioni sulla pensione integrativa.

Ma quanto devo versare ogni mese per ottenere un buon piano pensionistico integrativo?

Quanto versare nei piani integrativi pensionistici

Dipende molto dall’obiettivo che vi siete prefissati.

Se scegliete di aderire a un fondo integrativo pensionistico per prima cosa vi spediranno a casa un documento  che si chiama Prospetto Esemplificativo Personalizzato.

All’interno di questo documento troverete il riepilogo di tutti i versamenti del lavoratore e il capitale maturato.

Sulla base di esso potrete capire la pensione integrativa, quale scegliere e determinare se la soluzione di pensione integrativa da voi scelta convenga veramente.

Sulla base di questi documenti si prendono attente valutazioni su quali pensioni integrative convengono.

Ma la parte più interessante del documento è quella finale dove trovate una stima della rendita integrativa che otterrete al momento della pensione.

Le simulazioni sulle pensioni integrative che convengono, e trovate disponibili anche online, devono infatti tenere conto di parecchie variabili come:

  • l’età del lavoratore,
  • i contributi che deve ancora versare,
  • il tasso annuo di crescita del suo salario

Se, ad esempio, Marco, il nostro nuovo collega di 25 anni che è stato appena assunto in azienda, scegliesse di aderire oggi a un fondo pensionistico e versasse 100-200 euro al mese per 40 anni, può sperare di ricevere in vecchiaia una pensione integrativa tra 250 e 500 euro al mese.

Queste cifre si basano, però, sull’ipotesi che il fondo pensione prescelto, incrociando le dita, abbia un rendimento nel lungo periodo di circa il 4% medio annuo.

Il tasso di rendimento annuo del fondo pensione nel lungo termine dipende dal comparto che scegliete.

Potete infatti scegliere tra diversi comparti che possono essere più o meno aggressivi.

Fate attenzione a capire se la soluzione di pensione integrativa conviene o non conviene ma soprattutto se è la più adatta a voi.

L’aggressività dipende dalla quantità di azionario presente all’interno del comparto e quindi non sempre queste esposizioni per le pensioni integrative convengono a chi ha pochi anni per maturare il diritto alla pensione.

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Quando iniziare a mettere soldi da parte nella pensione integrativa?

Il consiglio è quello di farlo il prima possibile.

Abbiamo capito che, tra la possibilità di risparmiare, avere vantaggi fiscali e farli rendere nel tempo, le pensioni integrative convengono.

Così facendo quando smetterete di lavorare vi ritroverete un salvadanaio sufficientemente pieno da integrare la vostra pensione previdenziale pubblica.

Quella erogata dall’INPS.

Potrete scegliere se ricevere la vostra pensione integrativa come rendita vitalizia (quindi una parte ogni mese da quando sarete andati in pensione fino alla morte) oppure ricevere la metà subito e il resto a rate.

Ma entriamo più nel dettaglio.

Come attivare una pensione integrativa

Esistono diversi tipi di fondi pensione integrativi e conoscerli ci aiuta per scegliere la miglior soluzione di pensione integrativa.

I fondi di pensione integrativa sono: i fondi pensione aperti, i fondi pensione chiusi e i Piani Individuali Pensionistici.

Mi soffermerò su questi tre e vi spiegherò per ognuno rischi e vantaggi.

I fondi pensione possono essere aperti (chiunque può entrarci) oppure chiusi (solo alcune categorie di lavoratori possono accedervi).

Quando iniziare a mettere soldi da parte nella pensione integrativa?

Il consiglio è quello di farlo il prima possibile.

Così facendo, quando smetterete di lavorare vi ritroverete un salvadanaio sufficientemente pieno da integrare la vostra pensione previdenziale pubblica.

Quella erogata dall’INPS.

Potrete scegliere se ricevere la vostra pensione integrativa come rendita vitalizia (quindi una parte ogni mese da quando sarete andati in pensione fino alla morte) oppure ricevere la metà subito e il resto a rate.

Ma entriamo più nel dettaglio. 

Fondo pensione aperto

I fondi pensione aperti sono fondi creati direttamente da banche, società di intermediazione, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio. 

Questo tipo di prodotto è adatto a tutti, sia lavoratori dipendenti, sia autonomi.

Inoltre, possono aderire anche i familiari a carico dei lavoratori. L’adesione può avvenire in forma individuale o anche in maniera collettiva.

Ce ne sono davvero tanti.

Per farvi qualche esempio posso citarvi Unipol, Allianz o AXA. 

Questo è solo un esempio di fondi pensione, non sono stati scelti per qualche motivo particolare e non prendo una lira dall’averveli appena citati.

Per fare un esempio devo fare per forza qualche nome.

In questa tabella del Sole 24 Ore vi mostro alcuni fondi aperti con i rendimenti maggiori al momento.

Anche in questo caso voglio solo farvi un esempio e non ho alcun accordo con i fondi apparsi nè dovete limitarvi ad essi nel valutare quali diverse pensioni integrative convengono.

Tra l’altro, il fatto che abbiano avuto i migliori rendimenti non vuol dire che siano i migliori e nei prossimi articoli capirete perché non bisogna soffermarsi solo su essi per capire se la previdenza complementare conviene.

Scopri quale fondo pensione scegliere per le tue specifiche esigenze evitando le fregature da banche e assicurazioni.

Fondo pensione chiuso

Il fondo pensione chiuso è invece legato al contratto collettivo di lavoro e ogni settore ha il suo fondo.

Un lavoratore dipendente, per poter avere il contributo del datore di lavoro, deve sottoscrivere quello del suo settore: proprio per questo vengono chiamati anche fondi di categoria o fondi negoziali.

Per farvi un esempio i chimici e soltanto loro possono versare la loro pensione integrativa all’interno del Fonchim, il fondo negoziale a loro dedicato e che, devo dire, fino ad oggi conferma come la pensione complementare conviene.

Quanto la pensione integrativa conviene o non conviene? Il caso dei fondi chiusi

Mentre con il fondo pensione chiuso puoi accedere soltanto se stabilito dal contratto di lavoro, nel caso di quello aperto può accedere chiunque. 

Banche, assicurazioni e società per la gestione del risparmio possono aprire un fondo integrativo pensionistico e far accedere i risparmiatori interessati ad implementare la propria pensione integrativa.

L’obiettivo è sempre lo stesso: arrivare all’età della pensione e avere una somma di denaro da aggiungere alla pensione che ti darà l’INPS.

Al fondo pensione aperto puoi accedere sia in modo individuale che in modo collettivo, e questo dipende dagli accordi tra i lavoratori e la tua azienda.

In generale, al confronto tali pensioni integrative convengono e rimangono fondamentali.

Ma come funziona questo tipo di pensione integrativa?

Con il fondo pensione aperto sei tu a decidere.

Nella tua previdenza integrativa puoi scegliere di versare parte dei tuoi guadagni se sei un libero professionista, o direttamente il tuo TFR, se sei un dipendente.

Nel caso dell’adesione collettiva, nel fondo integrativo pensionistico va a finire non solo il tuo TFR, ma anche un contributo da parte del tuo datore di lavoro e un contributo da parte vostra volontario, che vi verrà tolto direttamente dallo stipendio.

Sulla pensione integrativa le opinioni sono sempre diverse.

Sul quale fondo pensione convenga aprire ci si dibatte molto, eppure alla fine tutti concordano che la previdenza complementare conviene.

Attenzione a non sottovalutare il beneficio enorme della quota aggiuntiva del datore di lavoro.

 Il dubbio se la pensione integrativa convenga o meno determina subito la convenienza della complementare.

Anche in questo caso i soldi versati saranno investiti nei mercati finanziari dall’intermediario scelto.

Una volta che sarete andati in pensione, la rendita che avrete in quel momento sarà trasformata in una pensione aggiuntiva che vi verrà consegnata ogni mese.

Ciò fa sì che la pensione complementare conviene e rimane una delle soluzioni migliori per stare sereni al momento della pensione.

Quali sono i rischi di questa tipologia di fondi pensione?

I rischi principali sono legati ai costi.

Non capita raramente di trovare fondi aperti con costi altissimi che possono compromettere nel lungo termine gran parte dei rendimenti e lasciarvi solo con le briciole.

Un’accurata selezione del fondo pensione complementare conviene perché può salvarvi la pensione.

E se invece volessi scegliere un fondo pensione chiuso?

Innanzitutto vi ricordo ancora una volta che soltanto i lavoratori dipendenti possono accedere a questo fondo, e soltanto alla categoria a loro riservata.

A seconda del contratto di lavoro che avete, potete accedere ad un fondo specifico.

La scelta se aderire o meno al Fondo Negoziale dovete farla entro 6 mesi dall’assunzione. 

Ricordatevi che la decisione di aderire ad un Fondo Pensione Negoziale è irreversibile.

Se invece decidete di tenere il TFR in azienda, potete cambiare idea e aderire ad un Fondo in qualsiasi momento. 

Attenzione perché se non esprimete un parere sulla destinazione del TFR vale “l’assenso tacito” per cui verrà automaticamente inserito nel Fondo Negoziale di categoria.

Se non volete che ciò accada, dovete attivamente effettuare la scelta.

La contribuzione avviene come somma del versamento del TFR, di un vostro eventuale contributo personale e del contributo del vostro datore di lavoro. 

Ecco il primo vero grande vantaggio di questa soluzione, ovvero il contributo del datore di lavoro, cioè letteralmente soldi in più che vengono versati sulla tua pensione, ma che non dovete mettere voi.

Per poter accedere a questo enorme vantaggio dovete necessariamente versare un contributo aggiuntivo minimo, oltre al TFR.

Quando poi arriverà il momento di andare in pensione, avrete a disposizione due opzioni: Ricevere il capitale accumulato in un’unica soluzione o ricevere una rendita mensile.

E cosa sono invece i PIP?

PIP: Piani individuali pensionistici

Piani Individuali Pensionistici (PIP) sono un prodotto assicurativo.

Di base sono dei prodotti inefficienti e pieni di costi.

Per cui è sempre bene evitarli, in tanti si lasciano abbagliare dai guadagni, ma a fronte di quali costi?

Anche se ve lo ha consigliato vostro cugino o l’amico con cui andate a giocare a calcetto il mercoledì sera, se avete sottoscritto un PIP è bene farlo subito analizzare e liberarsene quanto prima.

C’è in gioco la vostra pensione, non la pizza che vi scommettete con gli amici.

Il PIP, come abbiamo detto è un’assicurazione, una specie di assicurazione sulla vita. 

L’importo, che può essere mensile o annuale, varia a seconda del contratto di assicurazione che sceglierete di stipulare.

Esso poi viene investito per tuo conto in un fondo gestito, il più delle volte, dalla compagnia di assicurazione.

Ma quali sono i vantaggi della pensione integrativa attraverso i PIP?

Il vantaggio principale rispetto ai fondi pensione è che non sei obbligato ad avere un lavoro per scegliere il PIP come tua pensione integrativa.

Puoi semplicemente decidere di versare quando e quanto vuoi dei soldi nel tuo piano. 

Ma quali sono invece i rischi di investire i propri soldi in un PIP?

 Vi dicevo prima che, scegliendo di investire i soldi in un PIP, questi soldi saranno investiti da un’assicurazione sul mercato finanziario e il mercato, come sappiamo, è rischioso per natura.

Dovete poi tenere conto dei costi: quando sottoscrivete un PIP non vi fermate solo al tasso di rendimento garantito dall’intermediario.

Leggete bene anche le voci relative ai costi: i costi di gestione, i costi di ingresso e di uscita, i caricamenti, etc, questi fanno la differenza se un fondo pensione complementare conviene, o se vi sono altri fondi pensione che conviene prendere in considerazione.

Normalmente questi prodotti sono delle trappole mangia soldi per cui cercate in generale di starne alla larga.

Tenete bene a mente che, una volta versati i vostri soldi, se ne avrete bisogno non sarà semplice riprenderli.

Questo vale per tutti.

Un po’ ciò porta tanti a pensare che la pensione complementare non convenga, tuttavia tra i rientri fiscali e altre caratteristiche uniche dei fondi pensione la risposta se la pensione integrativa convenga o meno è positiva.

La previdenza complementare conviene per l’obiettivo di essere un’integrazione che va a colmare il buco economico che si avrà dalla pensione pubblica, INPS o Cassa previdenziale che si abbia.

4 soluzioni pratiche per andare in pensione sereni e con il massimo dei soldi possibile.

Questo vuol dire che, in caso di emergenze, non posso prendere i miei soldi?

Potete riprendervi parte dei vostri risparmi soltanto in alcuni casi.

Potete, ad esempio, riprendere non più del 75% in caso di malattie gravi per spese mediche e interventi. 

Oppure dopo 8 anni puoi riprendere una cifra, sempre comunque sotto il 75%, per l’acquisto della prima casa o lavori di ristrutturazione, e sempre dopo 8 anni puoi riprenderti il 30% per altre spese non giustificate.

Potrai, invece, riprenderti tutti i soldi versati soltanto se sei senza lavoro da più di 4 anni, diventi invalido o infine, in caso di morte, e in questo caso l’intera somma andrà ai beneficiari designati.

Oh e adesso parliamo finalmente un po’ di Europa! 

Pensione Europea

Come già accennato precedentemente, esiste una pensione integrativa europea che permette a tutti i cittadini europei di avere una pensione alternativa aggiuntiva che si affianca a quella prevista dal proprio stato.

Si chiamano PEPPprodotti pensionistici individuali paneuropei ed ora andremo a vedere cosa sono, come funzionano e quali sono vantaggi e svantaggi.

Pensione integrativa: cosa sono i PEPP – i Prodotti pensionistici personali paneuropei

I Prodotti pensionistici personali paneuropei sono una forma di pensione integrativa destinata a tutti i cittadini dell’Unione Europea.

Sono in buona sostanza un’alternativa ai tanti diversi tipi di pensione integrativa di cui parlavamo poco fa.

La novità più interessante di questo tipo di fondo pensione è che offrirà maggiori alternative di accumulo e prodotti più competitivi.

A venderli saranno compagnie assicurative, banche, fondi pensione professionali, alcune società di investimento e gestori patrimoniali.

L’obiettivo è quello di riuscire a creare un mercato pensionistico europeo che possa garantire un elevato livello di standard per quanto riguarda la trasparenza, le norme di investimento, trasferimento e portabilità.

Inoltre, questo tipo di prodotti potrà garantire una protezione maggiore e una maggiore flessibilità, e permetterà ai fornitori di adattare i prodotti in base al proprio modello di business. 

Come vi dicevo prima i PEPP sono complementari ai piani pensionistici già in circolazione, quindi si vanno ad affiancare alle normali pensioni statali e non li andranno a sostituire.

I fondi pensionistici integrativi europei sono stati approvati ufficialmente ai primi di aprile del 2019.

Una volta che il regolamento che li disciplina sarà effettivo, i primi fornitori inizieranno a offrirli sul mercato tra circa due anni.

I vantaggi dei PEPP

I PEPP si promettono di essere un prodotto semplice, flessibile, moderno ed economico, con delle regole ferree per tutelare i consumatori. 

Una scelta di investimento semplice e conveniente che avrà un livello base chiamato Basic PEPP. 

I costi sono limitati a massimo l’1% del capitale accumulato all’anno. 

I “basic PEPP” offriranno una protezione del capitale sotto forma di garanzia o di altre tecniche per limitare il rischio in modo da garantire che i risparmiatori recuperino il capitale investito.

Ci sarà inoltre piena trasparenza sul prodotto, compresi costi e commissioni. 

Commissioni e costi che saranno trasparenti e diffusi tramite un semplice documento di informazioni (KIID) che verrà fornito prima dell’acquisto.

Documento che è fatto per essere letto, non per accenderci il fuoco.

Sarà assicurata, inoltre, una consulenza obbligatoria completa.

In questo modo il cliente potrà prendere una decisione informata prima di fare qualsiasi cosa. 

In più è prevista una consulenza personalizzata prima del pensionamento per scegliere la forma più adatta di ricezione della rendita pensionistica in base alle proprie esigenze.

Dicevamo che è anche un prodotto flessibile, questo per consentire al vostro fondo pensionistico europeo di adattarsi a eventuali incentivi nazionali. 

Nel nostro caso, in Italia per esempio, è prevista la deducibilità fiscale.

Altro punto a favore dei fondi pensionistici è la concorrenza che verrà fuori tra i vari fornitori.

Considerate che potete cambiare il fornitore del vostro PEPP ogni cinque anni, a costi limitati.

Questo potrebbe stimolare la concorrenza sul mercato a favore della creazione di prodotti di migliore qualità.

Il PEPP sarà un prodotto moderno che può essere distribuito e acquistato online, quindi molto più facilmente raggiungibile dai giovani. 

Un prodotto più flessibile

Questo significa che, anche se cambiate residenza da un paese all’altro, potete continuare ad avere il vostro fondo pensione senza nessun problema.

E questo è un grande vantaggio, soprattutto per i più giovani che si sposteranno sempre con maggior frequenza.

Ovviamente sempre che restiate nei confini dell’UE.

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Quali sono i costi

Il costo dipenderà da ciascun fornitore, dalle caratteristiche del prodotto e dal tipo di opzione di investimento. 

Tutti i gestori, come vi dicevo prima, dovranno offrire un’opzione di investimento standard (denominata «PEPP di base») con costi e commissioni pari all’1% del capitale accumulato all’anno.

Come sempre, il tema dei costi è molto importante, quindi occhio perchè di nuovo fa la differenza su quale forma di previdenza complementare conviene.

A chi si rivolgono i PEPP

I PEPP si rivolgono a tutte quelle persone che vogliono investire in un fondo pensione quindi impiegati, disoccupati o professionisti. 

Questo tipo di fondo pensione potrebbe essere particolarmente interessante per i più giovani che potrebbero trarne vantaggio dall’iniziare a risparmiare fin da subito per una pensione futura aggiuntiva.

Ricordate sempre che più è lungo l’orizzonte di investimento, più il PEPP può contribuire al reddito in pensione.

Ulteriori tecniche e paletti per proteggere il risparmiatore saranno decisi di volta in volta dal singolo fornitore anche in base alle caratteristiche del risparmiatore.

Potranno offrire strategie più aggressive o meno, e i risparmiatori potranno scegliere di propria iniziativa se accettare o meno. 

E come detto poco fa, i risparmiatori potranno anche passare ad una diversa opzione di investimento una volta ogni cinque anni.

Perché sono così importanti i PEPP

Qui il discorso è un po’ più complesso. 

Diciamo che in questo momento in Europa c’è un problema demografico importante, e nei prossimi 50 anni il numero di persone che dovrà andare in pensione per limite d’età sarà quasi il doppio di quelli che lavoreranno.

E chi le paga tutte queste pensioni?

Ma ovviamente noi, attraverso una tassazione sempre più alta.

I regimi pensionistici professionali e personali hanno dato una mano nel cercare di ridurre la pressione fiscale sul tema pensioni.

Ma in Europa questo mercato è ancora troppo frammentato e diviso, ogni paese ha i suoi, con delle regole e dei regimi completamente diversi rispetto ad un altro.

In questo i PEPP potrebbero dare una grossa mano per far sì che nasca un prodotto previdenziale che possa essere venduto in tutta Europa e adattarsi alle varie necessità locali.

Chiaramente siamo ancora all’inizio di tutto questo e dovremo vedere questo tipo di prodotto come evolverà.

Ma state certi che ne torneremo a parlare molto presto!

E quindi dopo questo lunghissimo articolo arriviamo alla fatidica domanda…

Pensione integrativa: conviene o no?

In linea di massima, e ora potrete rispondere anche voi, direi di sì.

A meno che non vi manchino pochi mesi per andare in pensione, quale pensione integrativa scegliere diventa una domanda che coinvolge valutazioni anche esterne al discorso pensionistico.

La pensione integrativa conviene o non conviene non solo se siete già in pensione, quale rendita integrativa oltre la pensione pubblica, ma soprattutto se avete appena iniziato a lavorare e siete giovani, la pensione integrativa è assolutamente indispensabile per non ritrovarsi a vivere con una pensione da fame.

E prima iniziate a versare nel vostro fondo pensione, più bassi dovranno essere gli importi e maggiori saranno i benefici.

Ma prima di procedere ricordatevi di chiedervi la pensione integrativa che conviene di più per voi e per avere i maggiori benefici in base alla vostra situazione e orizzonte temporale personale.

E voi state già pensando di attivare una pensione integrativa o lo avete già fatto?

Alessandro Moretti

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