Pace contributiva

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Scopriamo come funziona la pace contributiva.

In questo articolo faremo chiarezza su cos’è la pace contributiva INPS e come funziona per il 2021.

Ricordiamo che quest’anno è l’ultimo anno per chiedere la pace contributiva.

Scopriamo chi può chiederla e quando potrebbe convenire e se possono fare richiesta coloro che hanno contributi prima del 1996.

Pace contributiva, cos’è

La pace contributiva è una misura introdotta dal decreto 4/2019 che consente di riscattare gli anni senza contribuzione, a patto che il periodo privo di contributi sia dopo il 1995.

Richiederla potrebbe essere una misura interessante per coprire e recuperare anni persi, e dove non si è lavorato, ad un costo meno oneroso rispetto ad altre misure previste dalla normativa per riscattare i contributi.

La misura volgerà al termine quest’anno, la pace fiscale INPS è volta a coprire i buchi dovuti a carriere ormai discontinue.

Il conteggio della pace contributiva INPS ricade tutta nel sistema contributivo.

Come sappiamo in questo tipo di regime conta più la continuità nella professione che la remunerazione della stessa, per questo recuperare uno o due anni potrebbe spesso fare la differenza.

Ricordiamo che nella stragrande maggioranza dei casi chi ricade nel sistema contributivo non ha neanche la possibilità di riscattare altri contributi come il militare, riscatto che ripeto rimane ad oggi ancora gratuito.

Ad oggi è possibile in alcuni specifici casi versare contributi INPS, ma spesso le condizioni sono limitanti e l’onere eccessivo. pace contributiva

Come funziona la pace contributiva 2021

L’onere per il riscatto degli anni con la pace contributiva INPS si conteggia in misura percentuale sullo stipendio degli ultimi 12 mesi antecedenti la domanda e prendendo a riferimento l’aliquota vigente.

L’onere si può portare in detrazione dall’imposta lorda del 50% dell’onere versato.

Onere ripartibile in 5 quote annue, ciascuna del medesimo importo ed è rateizzabile per un massimo di 10 anni.

Importante elemento per la richiesta è che si possono riscattare massimo 5 anni totali anche non consecutivi.

Il periodo da riscattare non deve essere coperto da nessun altro tipo di contribuzione.

Quello che può interessare molti riguardo la pace contributiva è che questa è compatibile con altre misure di riscatto come il riscatto della laurea agevolata.

Per approfondire: Riscatto della laurea: come guadagnare anni di contributi.

In questo modo chi ha fatto una triennale e non ha subito iniziato a lavorare, ma è trascorso, come è naturale che sia, qualche mese dal primo impiego, potrà riscattare con la pace contributiva INPS questi anni e con il riscatto della laurea 3 anni di studio.

Sulla convenienza del riscatto della laurea e della pace contributiva 2021 come sempre dobbiamo alzare le mani.

Si tratta di un conteggio e di una valutazione estremamente personalizzata.

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Quali sono i requsiti per la domanda

La pace contributiva INPS può essere chiesta da chi non ha mai versato contributi prima del 31/12/1995.

Non vi deve essere contribuzione neanche in Casse professionali o all’estero in Stati membri o Paesi convenzionati prima di tale data.

Siccome si tratta di un riscatto di contributi mancanti, la pace contributiva INPS prevede che i contributi da riscattare debbano collocarsi tra l’anno del primo contributo e successivo all’ultimo contributo accreditato ed entro il 28 gennaio 2019, data di entrata in vigore del Decreto.

Chi ha perciò lavorato 8 mesi su 12 potrebbe recuperare quei 4 mesi.

Si può così guadagnare un anno pieno da far valere per la pensione sia in termini di anni sia in termini di calcolo finale.

Possono presentare la domanda non solo i diretti richiedenti, ma anche parenti affini fino al secondo grado di tutela e, in alcuni casi, anche il datore di lavoro destinando i premi di produzione.

Il datore potrà procedere a dedurre tali importi dal reddito di impresa.

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E per chi volesse richiedere la pace contributiva prima del 1996

La pace contributiva prima del 1996 non è possibile per chi ha optato per il ricalcolo interamente in contributivo.

Per questo la pace contributiva prima del 1996, non essendo possibile, non può essere usata per raggiungere i famosi contributi necessari per Quota 100 poiché la misura prevede appunto il ricalcolo in contributivo.

Il riscatto dei contributi mancanti prima del 1996 prevede modalità di conteggio spesso molte onerose e secondo il criterio della riserva matemativa.

In tal caso consigliamo di valutare bene se ne valga la pena e di richiedere all’INPS un riconteggio.

Ricordiamo che in questo caso si possono riscattare massimo 3 anni.

E voi avete qualche contributo da recuperare? Sapete se vi conviene ricorrere alla pace dei contributi o se abbinarla anche al riscatto agevolato?

Ricordate, avete tempo fino al 31 dicembre 2021 per presentare la domanda.

Danilo Zanni

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