Pensioni: le cose che cambieranno nel 2021

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Le news pensioni sono sempre molte e così per l’intero settore previdenziale e assistenziale.

Ad influenzare le notizie su pensioni e previdenza vi sono le stesse urgenze del Paese.

Sappiate che per scoprire le ultimissime notizie pensioni ancora è presto, per avere notizie certe dovremo attendere le ultimissime novità del governo sulle pensioni.

Non solo ad influenzare le pensioni vi sono poi anche sempre l’andamento del PIL e dell’inflazione che impattano in misura forte sulle nuove pensioni.

Ma quali potrebbero essere le novità sulle pensioni?

Ultime novità del governo sulle pensioni

Come detto il governo quando pianifica il progetto di bilancio triennale definisce anche le novità sulle pensioni, da lì possiamo scoprire se le ultime novità del governo sulle pensioni tanto proclamate o paventate trovano poi concreta attuazione.

Il governo nell’agire sulle pensioni si può occupare di modificare diversi elementi, vediamoli, al fine di capire quelle che saranno le modifiche principali.

Tutte le cose che sto per dirvi sono pertanto sempre modificabili.

Eventuali riforme pensioni future potrebbero confermare o stravolgere completamente tutto.

Insomma… chi vivrà vedrà ma intanto andiamo a vedere in questo momento 5 cose sappiamo che cambieranno per le pensioni nel prossimo anno.

Prima news pensioni: un nuovo calcolo e sempre più povere

Una prima leva su cui possiamo avere news sulle pensioni è la modalità di calcolo.

Per il 2021 la prima grande novità pensioni che ci aspetta è il nuovo coefficiente di trasformazione che verrà applicato per calcolare le pensioni.

Se tra l’altro non sai come fare ti consiglio di leggere anche qui per scoprire: Come calcolare la tua pensione?

Cosa cambia e qual è la novità per le pensioni?

Come sempre che l’assegno sarà più basso.

Con i nuovi coefficienti chi andrà in pensione a partire dal 2021 vedrà pagarsi una pensione più bassa rispetto a chi ha potuto uscire dal lavoro già nel 2020.

Qui vi riportiamo i coefficienti di trasformazione applicati per il nuovo calcolo.

Mentre per le pensioni d’oro il contributo di solidarietà resterà in vigore solo fino al 2021.

calcolo pensione

 

La colpa è da attribuire alle rivalutazioni o meglio, al blocco delle rivalutazioni, che in questi ultimi anni hanno adottato i vari governi italiani.

La situazione attuale

Come sappiamo il costo della vita aumenta ogni anno per effetto dell’inflazione.

Significa che vivere costa sempre di più e in passato le pensioni si adeguavano all’aumento del costo della vita in maniera proporzionale.

Quindi se vivere, o sopravvivere, pensatela come volete, aumentava del 2% all’anno, le pensioni si adeguavano di questo 2% all’anno in modo tale che i pensionati potessero mantenere sempre intatto il loro potere di acquisto.

Ma come sappiamo l’INPS è un sistema che sta vivendo una forte crisi, per questo negli ultimi 9 anni i vari governi che cosa hanno fatto? Hanno adottato dei blocchi sulle rivalutazioni delle pensioni.

Per cui se il costo della vita aumentava di 10 le pensioni non sono aumentate di 10 ma sono aumentate di 2-3-5 senza arrivare a coprire l’aumento del costo della vita.

Seconda novità per le pensioni: cambia il part time

Dal prossimo anno cambieranno inoltre le regole per il calcolo dei contributi del part time verticale ciclico, ossia tutti quei lavoratori con un contratto part time non basato su un definito orario settimanale o giornaliero ma annuale.

Il part time sempre di più si conferma una misura utilizzata dalle aziende e in tempo di crisi una valida misura di ammortizzatore sociale.

Speriamo che lo Stato comprenda la rilevanza di questo periodo che caratterizza molti estratti contributivi degli italiani, ma ancora vincolato ad alcuni, forse troppi, paletti per un esatto conteggio previdenziale e che porta molti ad una consulenza personalizzata.

Ci promettiamo di approfondire il tema quanto prima.

Pensioni ancora più povere: i dati

Gli effetti di questi blocchi negli ultimi 9 anni restituiscono davvero pensioni più povere per il 2021.

Leggendo i dati escono risultati molto preoccupanti.

Emerge infatti che i pensionati italiani in media hanno perso una mensilità all’anno.

Andiamo a fare un esempio.

Su una pensione lorda di 1.500 euro al mese si è calcolato che la perdita mensile è stata in questi 9 anni di 74,03 euro che spalmato su tredici mensilità vuol dire che all’incirca siamo su 1.000 euro all’anno.

Per questo a ben ragione possiamo scrivere che praticamente si è perso quasi un cedolino netto mensile.

Un pensionato che guadagna di pensione 1.500 euro lordi al mese, e si è ritrovato in un anno una perdita di potere d’acquisto di circa 1.000 euro, è una bella botta.

Peggio è andata a chi ha una pensione lorda di 1.900 euro al mese, in questo caso infatti la perdita è stata di 1.300 euro all’anno.

Perché avremo pensioni ancora più povere anche per il 2021

I blocchi delle rivalutazioni pensionistiche non sono finiti qui, ci sono nell’anno in corso e ci saranno ancora nel 2021.

Per cui il potere d’acquisto delle pensioni, dei nostri pensionati italiani, continuerà a diminuire sia nel 2020 che nel 2021.

Purtroppo per coloro che sono già in pensione c’è poco da fare se non sperare che il governo aggiorni questa rivalutazione delle pensioni e tolga i blocchi.

E cosa succede a chi deve andare ancora in pensione?

Che le cose si faranno sempre più difficili per molti dei nostri lettori che non sono in pensione.

Chi andrà in pensione tra i prossimi dieci, venti, trenta anni allora dovrà correre ai ripari poiché la pensione pubblica non basterà più:

pensione diverse persone età e importi

Sicuramente per le prossime generazioni non permetterà di sopravvivere però per correre ai ripari è semplice, basta scegliere un’alternativa complementare e iniziare a pianificarla e prevederla fin da ora.

Terza tra le ultimissime news pensioni cambia la pensione di vecchiaia 

Come saprete e come abbiamo già detto in altri articoli, per la pensione di vecchiaia sono cambiati i requisiti di età.

Continua ormai l’adeguamento delle pensioni per le donne al pari di quelle per gli uomini.

Questo significa che per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2021 sono necessari almeno 20 anni di contributi versati e la seguente età anagrafica.

Le ultimissime novità sulle pensioni prevedono così che per il 2021 cambierà anche l’età per accedere alla pensione di vecchiaia:

  • 67 anni e 3 mesi di età nel 2021 e 2022; 
  • 67 anni e 4 mesi nel 2023-2024; 
  • 68 anni dal 2031 in poi.

Altra condizione da soddisfare per coloro che rientrano nel calcolo contributivo e che quindi non hanno versato contributi prima del 1996, è che l’assegno pensionistico sia almeno 1,5 volte maggiore dell’importo dell’assegno sociale.

Se questo non avviene, per andare in pensione sarà necessario il requisito contributivo che è aumentato proprio a partire dal 2019, confermato nel 2020 e vedremo se verrà confermato anche per il 2021 e gli anni successivi.

L’età pensionabile 2021 è quindi pari a 67 anni e 3 mesi sia per gli uomini che per le donne.

età pensione

e anche la pensione anticipata tra le news pensioni più sicure

Per la pensione anticipata non è prevista un’età specifica, ma è sufficiente aver maturato il requisito contributivo minimo.

Anche per il 2021 questo requisito è confermato a:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 
  • 41 anni e 10 mesi per le donne. 

Il requisito per la cosiddetta Quota 41 prevede 41 anni di contributi versati per queste categorie:

  • Chi a 19 anni aveva già maturato 12 mesi di contributi;
  • Gli iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;
  • I disoccupati senza indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi;
  • Persone che da almeno 6 mesi si prendono cura di un familiare entro il 2° grado di parentela con un handicap grave;
  • Gli invalidi dal 74%,
  • Le persone che hanno svolto i cosiddetti lavori usuranti.

Vedremo se tutte queste news pensioni saranno confermate anche per il prossimo anno.

Ma arriviamo a quello che è il vero punto nodo per il 2021: quota 100 e le altre.

Altra novità Quota 100 va in pensione

Le ultimissime notizie sulle pensioni confermano che quota 100 non sarà rinnovata.

Come richiesto dall’UE non verrà rinnovata in futuro.

L’obiettivo era superare la riforma Fornero e cercare di favorire l’uscita dal mondo del lavoro soprattutto per quei lavoratori che per un requisito o un altro rischiano di rimanere fuori ancora a lungo.

Quota 100 resta in vigore fino al 31 dicembre 2021 e da la possibilità di lasciare il lavoro prima rispetto ai requisiti della pensione di vecchiaia.

Ultimo anno per quota 100 e per presentare la domanda, pertanto se ne avete la possibilità possiamo valutare bene se vi conviene accedere alla misura o meno.

Quota 100 significa di raggiungere una quota semplicemente sommando l’età anagrafica e i contributi versati.

Se il risultato è 100 è possibile richiedere al pensione con quota 100.

Attenzione però perché la condizione minima richiesta è avere un’età minima pari a 62 anni e 38 anni di contributi.

Peccato però che secondo molti calcoli e a giudicare dalle pochissime domande arrivate all’Inps, andare in pensione con Quota 100 significa anche avere un taglio della pensione mediamente di almeno l’8%.

Facendovi un esempio, se un lavoratore guadagna 1200 euro di stipendio va in pensione a 67 anni con un assegno di 900 euro al mese, mentre se lascia il lavoro con quota 100 va in pensione a 62 anni con 828 euro di assegno.

E cosa avverrà dopo quota 100?

Allo studio e tra le nuove sulle pensioni è la possibilità di avere una cosiddetta quota 41, ma ancora i rumors e le notizie sulle pensioni sono troppi e troppo fumosi per potervi dare notizie sulle pensioni che siano certe e valide.

Appena usciranno tutte le ultime novità del governo sulle pensioni ve lo comunicheremo.

Ma passiamo alle altre novità sulle pensioni che riguardano moltissimi di noi: opzione donna e Ape social verranno rinnovate o no?

Pensione Opzione Donna e Ape Social riconfermate

Eccoci arrivati alla quinta importantissima novità tra le cose che cambieranno in tema pensioni per il 2021.

Come abbiamo visto anche in altri articoli l’opzione donna consente alle donne lavoratrici dipendenti e autonome di andare in pensione prima.

Per aderire all’Opzione donna è necessario avere 58 anni (se dipendenti) e 59 anni (se autonome) e si deve essere in possesso di 35 anni contributivi.

Attenzione perché le lavoratrici che aderiscono all’opzione donna accettano che il calcolo della pensione avvenga SOLO con il metodo contributivo.

Questo ovviamente può portare importanti penalizzazioni in termini di soldi.

Ma veniamo alle novità previste per il prossimo anno.

Nel 2021 l’opzione donna potrebbe arrivare anch’essa come quota 100 al capolinea.

Il 2021 è l’ultimo anno e per sapere se verrà rinnovata dovremo aspettare le ultimissime notizie pensioni che a settembre, ottobre usciranno dalla nuova legge.

Del tutto in bilico anche la proroga fino alla fine del 2021 dell’APE Social, l’anticipo pensionistico riservato a determinate categorie.

Novità pensioni le casse previdenziali ed Enasarco 

Molte Casse previdenziali continuano il percorso di adeguamento alla riforma Fornero, anche per il 2021 ci si aspetta dunque novità pensioni per le Casse private.

Le novità pensioni per loro riguarderanno ritocchi sull’età, come per la cassa forense o

Invece per quanto riguarda Enasarco finalmente per le donne sarà possibile fare richiesta per la pensione anticipata nel 2021.

Ricordiamo che la richiesta di anticipo potrà esser fatta al raggiungimento di quota 90 ed una età minima di 65 anni, altrimenti non si può fare domanda.

Fate attenzione perché con la domanda si perde anche il 5% per ogni anno di anticipo pensione.

Ad oggi, per accedere alla domanda di pensione, bisogna aver raggiunto quota 92 ed un’età minima di 67 anni per gli uomini, per le donne il regime di innalzamento si completerà solo nel 2024.

novità pensioni

Ultimissime news pensioni una certezza preoccupante: dal 2021 più pensionati che lavoratori

Tra le ultimissime novità pensioni che ci attendono per certo nel 2021 è proprio quest’ultima news pensioni che più desta sconcerto e ci deve spingere all’azione nel provvedere noi alla nostra pensione.

Purtroppo è così, lo Stato sempre di più non potrà aiutarci e questa ne è un ulteriore conferma.

Se già a maggio 2020 sono state pagate più pensioni che stipendi nel 2021 le news sulle pensioni ci dicono che nella pubblica amministrazione ci saranno più pensionati che dipendenti.

Il trend non calerà pensate che su tutta la forza lavoro della P.A. il 16,7% dei dipendenti ha superato i 62 anni.

Lo scenario come avevamo già scritto è apocalittico: Pensioni: l’apocalisse arriverà nel 2030.

E niente si smuove anche per i giovani.

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Novità pensioni per i più giovani

Tra le nuove sulle pensioni si parla molto di interventi non più rimandabili per quanto riguarda i giovani e le pensioni.

Con carriere sempre più instabili sono loro che più soffriranno delle ultime novità del governo sulle pensioni che si protrarranno nel tempo.

Ad oggi sempre più giovani andranno in pensione tardi, non sbagliamo nel dire che i giovani lavoreranno fino ai 70 anni.

Una speranza che purtroppo ancora rimarrà solo speranza fino al 2021 è dall’UE.

L’UE mira ad armonizzare almeno la parte integrativa della pensione, il secondo pilastro e quindi tutto il mondo dei fondi pensione.

Le ultimissime notizie pensioni di certo rimangono svantaggiose per i ragazzi che se non cominciano a provvedere e pianificare la pensione fin da oggi si ritroveranno con gravi mancanze reddituali in futuro.

Insomma le novità che ci attendono sono molte e sappiamo che ci lasceranno molto di cui parlare e su cui meditare.

E voi siete ancora convinti che lo Stato possa garantirvi una pensione o che essa si possa dire buona?

Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti.

Danilo Zanni

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